Lo strano tumore ritrovato in un cadavere di 1600 anni fa

La donna, che viveva in un momento di declino dell'Impero Romano, è stata vittima di una condizione nota oggi come teratoma ovarico.

di Simona Vitale 24 gennaio 2013 11:28

In una necropoli in Spagna, alcuni archeologi hanno trovato i resti di una donna romana che morì a 30 anni con un tumore calcificato nel suo bacino, con un osso e quattro denti deformati incorporati al suo interno. Due dei denti sono ancora attaccati alle pareti del tumore, hanno dichiarato i ricercatori. La donna, che è morta circa 1.600 anni fa, ha avuto una condizione nota oggi come un teratoma ovarico, che, come indica il nome, si verifica nelle ovaie. La parola teratoma deriva dalle parole greche “Teras” e “onkoma”, che si traducono in “mostro” e “gonfiore“, rispettivamente. Il tumore misura circa 1.7 pollici (44 millimetri) di diametro nel suo punto più largo.

I teratomi ovarici sono tumori bizzarri, ma benigni“, scrive il ricercatore Núria Armentano, dell‘Universitat Autònoma de Barcelona, in una e-mail a LiveScience. I tumori provengono da cellule germinali che formano ovuli umani e in grado di creare capelli, denti e ossa, tra le altre strutture. Si tratta della prima volta che gli scienziati hanno scoperto questo tipo di teratoma nel mondo antico.

Il caso di questa donna è straordinario, non solo per la sua antichità, ma anche la sua identificazione nella documentazione archeologica”, scrive il gruppo di ricerca in un articolo pubblicato recentemente sul Journal internazionale di Paleopatologia. La donna viveva in un tempo di declino per l’impero romano, con nuovi gruppi (popolarmente conosciuta come i “barbari“) che si stavano spostando nel territorio dell’Impero romano, stanziandosi in Spagna ed altre aree.

Gli archeologi hanno trovato la donna sepolta in una necropoli vicino a Lleida nella regione della Catalogna, in Spagna. Hanno trovato solo un paio di manufatti sepolti con lei: piastrelle conosciute come tegulae che erano state messe sopra il suo corpo per formare un tetto a doppio spiovente.

“Le tegulae sulle tombe erano le sepolture più comuni fra i romani. Non era certamente una persona importante o ricca. Aveva un basso status socio-economico”, ha spiegato Armentano. I ricercatori fanno notare nel loro documento che, mentre è possibile che la donna non abbia mai accusato sintomi, è anche possibile che, pur essendo il tumore benigno, in ultima analisi, l’abbia uccisa.

“Questo teratoma ovarico avrebbe potuto essere la causa della morte di questa donna, perché a volte lo sviluppo di questi tumori potrebbe andare a disturbare il funzionamento di organi adiacenti” scrivono i ricercatori. Essi rilevano che le complicanze dell’infezione, anemia emolitica e la gravidanza possono verificarsi anche con un teratoma ovarico, eventi che potrebbero aver causato la morte della donna.

Il tumore non avrebbe cambiato il suo aspetto esteriore e i ricercatori non possono dire con certezza come abbia inciso su di lei, ha spiegato Armentano. Nonostante questa incertezza, documenti storici hanno evidenziato che questa donna viveva in un periodo di grandi cambiamenti. Il professor Peter Heather del King College di Londra ha evidenziato, nel suo libro “La caduta dell’impero romano” (Oxford University Press, 2006) che, da dall’Anno Domini 411, la Spagna era stata divisa tra gruppi conosciuti come i Vandali, Svevi e Alani.

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