Traghetto Norman, 11 vittime di cui 3 italiani, decine di dispersi

E' giallo sul numero dei passeggeri presenti sul traghetto naufragato domenica e sul numero dei dispersi. Le vittime italiane sono tre camionisti italiani.

di Luca Fiorucci 30 dicembre 2014 19:26
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E’ salito a undici il bilancio delle vittime del naufragio del traghetto Norman Atlantic. Un altro corpo è stato infatti avvistato dalla nave San Giorgio che si sta muovendo per il recupero, mentre le autorità albanesi hanno fatto sapere che, oltre a questi undici morti, hanno perso la vita anche due marinai albanesi che si trovavano a bordo di un rimorchiatore impegnato nei soccorsi e che sono stati colpiti da un cavo spezzatosi durante le manovre di aggancio. Un altro membro dell’equipaggio sarebbe rimasto gravemente ferito. Intanto è giallo sul numero dei passeggeri e dei dispersi: i passeggeri in lista sarebbero infatti 478, di cui undici morti e 427 portati in salvo, mentre il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, secondo quanto riportato dalla BBC, avrebbe ammesso che le circa 30-40 persone disperse potrebbero in realtà essere di più a causa di errori nella lista passeggeri.

Per il procuratore capo di Bari Giuseppe Volpe, non vi sarebbero notizie di 179 persone, ma buona parte di queste potrebbero trovarsi su due mercantili in viaggio verso la Grecia. Autorevoli fonti greche avrebbero confermato al settimanale online To Vima la presenza sul traghetto di altre persone non censite, che ora risulterebbero disperse, tra cui una decina di clandestini afghani, tre dei quali portati in salvo sulla nave San Giorgio. Vi sarebbero anche tre vittime italiane: si tratterebbe di tre camionisti napoletani, dipendenti della ditta Eurofish, che trasportavano anguille per il cenone di San Silvestro. I familiari avrebbero però riconosciuto solamente i corpi di due di loro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre sarebbero stati fra i primi a salire sulle scialuppe di salvataggio, ma sarebbero poi rimasti per oltre un’ora in balia delle onde: il gommone si sarebbe ribaltato per via del mare agitato, e i tre sarebbero finiti in mare e quindi morti per ipotermia.

Non si hanno inoltre notizie di un camionista di Rocca di Caprileone, in provincia di Messina, che domenica all’alba aveva telefonato ai familiari dicendo che vi era un incendio a bordo della nave e stava salendo su una scialuppa per mettersi in salvo. L’uomo non risulta fra le vittime, ma neanche nell’elenco delle persone già sbarcate, che però, ha fatto sapere la Marina Militare, ancora non è completo. Il traghetto sarebbe ora rimorchiato da un mezzo navale albanese verso Valona, anche se il procuratore Volpe ha spiegato che “non è noto per conto di chi e con quale compito” i rimorchiatori albanesi si siano avvicinati al relitto: per la Capitaneria di Bari il motivo potrebbe essere quello di impedire l’impatto della nave sulle coste albanesi, ma il procuratore ha sottolineato che “nessuno può impossessarsi del relitto senza commettere un reato“.

A seguito del traghetto vi sarebbero anche i rimorchiatori italiani della famiglia Barretta, delegata dalla procura di Bari di eseguire il sequestro della nave ed occuparsi della sua custodia giudiziale. La nave San Giorgio si trova ancora nei pressi del traghetto, per cercare eventuali cadaveri in mare, e il suo arrivo nel porto di Brindisi è quindi slittato al tardo pomeriggio di oggi. Il mercantile maltese Aby Jannette, a bordo del quale vi sono 39 naufraghi, sarebbe dovuto attraccare a Manfredonia, in provincia di Foggia, ma per il maltempo è stato deviato verso Taranto.

Photo Credits | eZeePics Studio / Shutterstock

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