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Tragedia a Palermo, carabiniere spara alla moglie e poi si toglie la vita

Tragedia a Palermo, carabiniere spara alla moglie e poi si toglie la vita

Tragedia della follia ieri sera a Palermo nella stazione dei carabinieri “Palermo Falde” di via Giordano Calcedonio, all’Acquasanta dove, l’appuntato Rinaldo D’Alba, 39 anni, al culmine di un litigio con la moglie, Rosanna Siciliano, di 37, l’ha uccisa con quattro colpi di pistola, salvo poi togliersi la vita. Marito e moglie si erano rinchiusi nella stanza da letto dell’alloggio per discutere. I due erano separati già da molto tempo. Si erano conosciuti nel 1995, quando lui, di origini baresi si era trasferito in servizio a Palermo. Le nozze e la nascita della loro prima bambina sono arrivate nel 1999. Da allora il matrimonio ha sempre avuto alti e bassi, fino alla separazione intervenuta alcuni anni fa. La coppia era però tornata insieme poco tempo prima della nascita della seconda figlia nel 2006.

Anche in questo caso i tentativi di riconciliazione sono andati a vuoto, infatti i due da qualche mese erano separati definitivamente. Il giudice aveva disposto che l’alloggio di servizio spettasse alla donna, mentre l’uomo dormiva in un altro appartamento della caserma. Il terribile delitto è avvenuto intorno alle 19:00 di ieri. Sembra che la coppia avesse deciso di mantenere rapporti civili e sereni per amore delle bambine, ma, evidentemente, al di là delle apparenze, si nascondevano rancori e dissapori mai sopiti. Si ipotizza un’ossessione e gelosia estrema dell’uomo nei confronti dell’ex moglie, una mancata rassegnazione alla fine della loro storia d’amore o anche il sospetto di una follia dettata dall’aver saputo che nella vita di Rosanna poteva essere entrato un altro uomo. Sta di fatto che quattro sono stati i colpi di pistola sparati dall’appuntato verso la donna.

Resosi conto dell’efferato omicidio, avrebbe rivolto dunque la sua 9×21 verso se stesso, uccidendosi. I medici del 118 sono arrivati quando la donna era ancora in vita, ma a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione, essendo spirata poco dopo. La tragicità della vicenda è resa ancor più drammatica dal fatto che una della bambine, la più grande di 11 anni, forzando la porta della stanza da letto si è trovata davanti l’orribile scenario, con la madre, ricoperta di sangue che ancora respirava. La piccola ha allora chiamato il 118 e ha detto: “Papà ha ucciso la mamma e si è suicidato sparandosi in testa”. Poi la ragazzina ha preso in braccio la sorellina di 5 anni ed è andata in camera sua. Le indagini dei carabinieri del reparto operativo sono coordinate dal sostituto procuratore Nino Di Matteo. Disposta anche l’autopsia sui corpi.

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