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Torna Forza Italia, Berlusconi lo annuncia alla stampa tedesca

Intervistato da Bild, l'ex premier rivendica i meriti del partito e auspica un'Europa unita e il trionfo della moneta unica. E il caso Ruby? Finirà nel nulla.

di Stefania Calabrese 16 luglio 2012 10:23
L'ex premier Berlusconi, leader del PdL

“Il Popolo della Libertà riavrà presto il suo vecchio nome: Forza Italia“. E’ Silvio Berlusconi in persona a fare l’annuncio al quotidiano tedesco Bild, spiegando le proprie convinzioni:

“La mia discesa in campo 18 anni fa ha salvato l’Italia dal comunismo. Questa è la verità storica e ne sono fiero. Sono stato l’unico leader europeo ad avere eccellenti rapporti al tempo stesso con la Russia e con gli Stati Uniti d’America, e ho fatto sentire il peso di questa amicizia in ogni circostanza in cui è servito alla pace e alla sicurezza nel mondo”.

L’intervista verte poi sul rapporto fra Italia e Germania, e Berlusconi auspica:

“Quello che noi ci aspettiamo è che Berlino sviluppi una politica europea lungimirante, solidale e di largo respiro. Critichiamo soltanto la politica dell’eccessivo rigore perché la riteniamo un freno troppo forte allo sviluppo. Vorremmo una Germania più europea e non un’Europa più tedesca”.

In risposta alla domanda sulla Cancelliera tedesca Angela Merkel, l’ex presidente del Consiglio italiano sostiene di avere con lei un “cordialissimo rapporto”, affermando di stimarla per la sua franchezza, la serietà, la competenza e la dedizione.
Inevitabile poi la domanda sul destino dell’Euro, dopo alcune uscite critiche di Berlusconi nei mesi scorsi, alla quale risponde sobriamanete:

“Con l’euro la bilancia commerciale della Germania è migliorata, quella dell’Italia è peggiorata. Un ritorno alle valute nazionali mi pare comunque improbabile. Si tratterebbe in ogni caso della sconfitta – che nessuno può augurarsi – del progetto storico di un’Europa unita”.

Ma più che parlare del futuro, Berlusconi tende a soffermarsi sul passato e coglie al volo l’opportunità che una domanda sull’attuale premier Mario Monti, a lui succeduto, gli offre per specificare che la forza principale di Monti “sta nell’avere il più ampio supporto che mai un presidente del Consiglio abbia avuto”, quindi aggiunge:

“E’ questo il principale motivo che mi ha spinto a fare un passo indietro: volevo consentire l’approvazione di riforme anche costituzionali”.

In merito alla perdita di potere, sostiene di non esserne rimasto traumatizzato, ironizzando sul fatto che a suo dire avesse più potere prima del 1994, quando era ancora soltanto un editore televisivo.
Non manca una stoccata sulla questione della legge elettorale italiana, definendo “una altro guaio” il fatto che gli italiani “votino male”, precisando che, pur avendo ottenuto il 37,8% alle ultime elezioni, il peso dei piccoli partiti inglobati nella coalizione per vincere ha creato grandi difficoltà perché “purtroppo i partiti piccoli non pensano al Paese e al bene comune, ma sempre e solo alle piccole ambizioni politiche dei loro piccoli capi”.
Quanto al caso Ruby:

“Si è trattato di una mostruosa operazione di diffamazione da parte della nostra magistratura di sinistra. Sono state prese di mira delle ragazze, sono state collegate alla prostituzione, mentre hanno soltanto ballato come si fa in tutte le discoteche del mondo. Tutto finirà nel nulla, come tutti gli altri processi intentati contro di me”.

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