Terza guerra mondiale: ecco chi non si farebbe scrupolo a scatenarla

Mentre alcuni stati giocano al braccio di ferro fra delicati equilibri socio economici, le superpotenze del passato e quelle moderne guardano ad un possibile conflitto su larga scala, anche con armi nucleari, come ad una possibile soluzione dei propri problemi.

di Vincenzo Avagnale 17 gennaio 2012 12:00

La situazione militare mondiale non sembra essere affatto rassicurante, anzi, sembrerebbe che le nazioni schierino ingenti forze militari in esercitazioni, contro-esercitazioni e minacciosi passaggi nelle vicinanze di spazi marittimi di altri stati come se si trattasse di operazioni normali.

I peggiori in campo sono quelli che ogni giorno vengono agli onori della cronaca per fatti di violenza e contenziosi internazionali. Ovviamente in testa a costoro ci sono Israele ed Iran, che nel guardarsi in cagnesco schierano l’uno sempre nuovi missili anti-balistici (necessari a contrastare eventuali attacchi iraniani), l’altro a fare esercitazioni navali nello stretto di Hormuz , che minacciano di chiudere se le sanzioni che minacciano il proprio petrolio per via del programma nucleare non smetteranno di inasprirsi.

Nel frattempo la questione dei missili fra Usa e Russia non si è affatto conclusa, anzi, sembrerebbe solo che sia stata momentaneamente accantonata per via di problematiche più urgenti, ma la diplomazia di entrambi i paesi ha memoria lunga e membri influenti dello stato maggiore russo non hanno escluso l’opzione militare per ovviare al problema.

Se poi a questo si aggiunge che la siria continua a far bombardare dall’esercito le sue città in rivolta e che la questione dell’indipendenza di Taiwan è tornata una delle priorità della Repubblica Popolare Cinese. Si ottiene un coktail decisamente indigesto e che ha tutta l’aria di una polveriera pronta ad esplodere.

In tutto ciò bisogna poi considerare che il vecchio continente non si trova in una situazione migliore, infatti con l’Unione Europea che perde colpi le tendenze ultra nazionalistiche dei paesi dell’ex Unione Sovietica. Come ad esempio sta succedendo in Ungheria, dove una svolta anti democratica della costituzione si intreccia con manifestazioni di piazza in cui si brucia la bandiera dell’Ue.

Insomma, ci sono tutti gli elementi che alla vigilia della prima o della seconda guerra mondiale portarono ad un conflitto di proporzioni totali. Esistono tensioni etniche e religiose, esistono gravi problematiche economiche, ma specialmente esistono blocchi di alleanze fra paesi che non sono disposte a cedere su determinate questioni. Sapranno i governi far prevalere responsabilità e buon senso sull’odio e sulla solo apparente soluzione di iniziare interventi militari dalle conseguenze difficilmente prevedibili?

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Tags: cina · russia
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