Terrorismo, blitz contro gli anarco-insurrezionalisti: 10 arresti

Il ministro Cancellieri: "E' la risposta dello Stato".

di Stefania Calabrese 13 giugno 2012 15:06

“L’operazione dei carabinieri del Ros è una risposta dello Stato a tante situazioni che si sono verificate e sulle quali si stava lavorando da tempo” ha dichiarato il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, che si trova a Viterbo per la firma di un protocollo di intesa, commentando l’operato dei carabinieri del Ros, che ha portato all’arresto di 10 persone dell’ambiente anarco-insurrezionalista. Di “risposta ampliamente qualificata” parla anche il capo del Ros, il generale Ganzer, durante la conferenza stampa in corso a Perugia, spiegando che “è stata accertata la saldatura transnazionale tra la componente italiana del Fai e la componente greca che inviò plichi a leader europei, tra cui Silvio Berlusconi, e che si riconoscono nella sigla Cospirazione delle cellule di fuoco“. Per il nucleo operativo, anche l’attentato di Genova all’amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, presenta la stessa matrice organizzativa degli attentati imputati agli arrestati di oggi da parte della procura di Perugia. Il simbolo stampato sulle rivendicazioni degli attentati del dicembre del 2011 risulta infatti lo stesso – ad eccezione degli acronimi FAI/FRI – utilizzato per la rivendicazione dell’attentato a mano armata ai danni di Adinolfi, avvenuto e rivendicato a maggio con un volantino pervenuto alla redazione milanese del Corriere della sera.
Le ordinanze di custodia in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Perugia, sono dieci, otto delle quali notificate in Italia, con oltre quaranta le perquisizioni in tutto il territorio Due invece sono detenuti in Svizzera e in Germania e dal carcere comuncavano obiettivi, tempistica e sigle di rivendicazione. I carabinieri del Ros riferiscono inoltre di “stretti collegamenti” con i greci dell’anarchica Cospirazione delle Cellule di Fuoco.


Nel corso dell’operazione è stato arrestato a Genova, dove è residente, l’uomo che faceva da collegamento tra le cellule anarchiche: si chiama Giuseppe Lo Turco, ha 23 anni, ed è di origine catanese. Lo Turco è ora accusato di avere organizzato e alimentato un’associazione sovversiva con finalità di terrorismo, anche internazionale, di eversione dell’ordine democratico e di istigazione a commettere delitti attraverso scritti, documenti e comunicati pubblicati sul web.
La Fai, Federazione Anarchica Informale, nata nel 2003 dalla fusione di quattro cellule insurrezionaliste, dal 2009 si è fatta conoscere con gli attentati all’università Bocconi di Milano e al Cie di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia rivendicandoanche i plichi esplosivi contro Marco Cuccagna, direttore di Equitalia a Roma, contro la Deutsche Bank di Francoforte e contro l’Ambasciata greca a Parigi, oltre al ferimento dell’ad di Ansaldo Nucleare, che però non è ancora stato possibile contestare a nessuno degli indagati.

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Tags: fai · terrorismo
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