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Terremoto in Emilia, Papa in visita: “Prego per voi”

A pochi giorni dalla visita del Dalai Lama, anche il Papa è giunto nei luoghi terremotati dell'Emilia Romagna.

di Elena Arrisico 26 giugno 2012 12:53
Papa Benedetto XVI

Oggi, come annunciato, il Papa è giunto nei luoghi colpiti dal terremoto in Emilia Romagna. Benedetto XVI è arrivato in elicottero al campo sportivo di San Marino di Carpi – in provincia di Modena – dove è stato accolto dal vescovo Cavina e dal capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. Prima tappa è stata la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Rovereto di Novi, dove ha perso la vita don Ivan Martini. Il Papa ha poi tenuto il suo discorso alla popolazione e 50 persone terremotate hanno potuto parlare con lui.

Fin dai primi giorni, sono stato sempre vicino a voi con la preghiera e con l’interessamento ma, quando ho visto che la prova era diventata più dura, ho sentito più forte il bisogno di venire personalmente in mezzo a voi“, ha dichiarato il Papa. Benedetto XVI ha aggiunto che, d’ora in poi, vigilerà sulla ricostruzione e che gli sfollati non saranno dimenticati.

Non siete soli, la Caritas sarà sempre al vostro fianco, così come i tanti volontari“, ha proseguito il Papa per confortare gli sfollati. A mezzogiorno circa, il rientro in Vaticano. La visita è stata “semplice, sobria, per quanto possibile con un tono familiare“, così come aveva anticipato il vicario generale, don Carlo Malavasi: “Il Papa viene per incontrare i terremotati e dare loro un messaggio di solidarietà e speranza, viene per dare conforto e non per arrecare disturbo. La visita dovrà, dunque, essere della massima semplicità possibile“, aveva annunciato.

La visita del Papa arriva a pochi giorni da quella del Dalai Lama, guida spirituale buddhista. Anche per lui è stata una visita semplice, senza sfarzosi ricevimenti o protocolli da seguire:

Sono qui per stare tra le persone, non voglio creare problemi con la mia visita in Italia. La gente deve riavere le case. Ho visto disastri in tutto il mondo… non dovete perdere la speranza, dovete essere determinati. Ho visto il crollo delle case, il disastro naturale, gli oggetti persi. Ho provato profondo dispiacere, ma non dobbiamo rattristarci nuovamente per questo, ma pensare al futuro. Adesso è il tempo di lavorare duramente, di non fermarsi a riposare e prendere le cose con troppa facilità“.

Il Dalai Lama si è poi fermato – in un fuori programma – a parlare con le persone che erano lì ad attenderlo e ad abbracciare bambini ed anziani.

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