I tassisti sospendono la protesta, ma sconfessano i sindacati

La protesta dei tassisti ha avuto molta eco ed è stata la più incisiva fino ad ora contro le liberalizzazioni del governo Monti; tuttavia adesso che sembra essere stato trovato un accordo fra sindacati e governo i tassisti non sono d'accordo e promettono di continuare la protesta.

di Vincenzo Avagnale 20 gennaio 2012 7:44

Finalmente siamo giunti all’epilogo di questa infinita protesta dei tassisti, che per giorni hanno paralizzato i viaggiatori che dipendevano da questo servizio per avere un minimo di mobilità da aeroporti ed altre strutture lontane dal passaggio degli ordinari mezzi pubblici.

L’incontro fra le principali sigle sindacali dei tassisti ed il governo ha dato esito positivo, il governo ha espresso soddisfazione per l’esito dell’incontro, definendo le proposte dei sindacati “ragionevoli ed integrabili nel contesto generale della manovra sulle liberalizzazioni“. Domani le modifiche verranno discusse nel Consiglio dei Ministri.

Nonostante l’accordo sembra però che la gran parte dei tassisti non condivida le scelte dei propri rappresentanti sindacali e molti hanno annunciato il continuo dello sciopero ad oltranza fino a che il governo non ritiri del tutto le liberalizzazioni sul loro settore.

L’incontro fra i sindacalisti e gli scioperanti è stato un momento di particolare tensione; infatti quando i sindacati hanno invitato i tassisti riuniti in assemblea presso il Circo Massimo, a Roma, a riprendere il servizio, si sarebbe sfiorata la risssa. Diversi giornalisti e cineoperatori sarebbero stati minacciati e cacciati in malo modo, mentre al centro dell’assemblea sarebbero stati lanciati alcuni sassi e fumogeni.

Oggi le proteste dovrebbero essere concluse, ma le frange più estremiste potrebbero proseguire le agitazioni anche contro il parere dei sindacati. Annunciata una nuova assemblea dei tassisti al Circo Massimo, sebbene in questo caso essa non avrebbe i permessi necessari.

Non solo i tassisti sono però sul piede di guerra contro le numerose liberalizzazione varate dal governo Monti. Anche Confesercenti e Fagica Cisl hanno dichiarato: “l’immediato stato di agitazione e la chiusura per sciopero degli impianti stradali ed autostradali per 10 giorni.” In caso queste agitazioni dovessero essere confermate, le trattative col governo sono già in corso, le date verranno probabilmente annunciate sui principali quotidiani e saranno consultabili sui siti della pubblica amministrazione, nelle bacheche appositamente dedicate.

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