Tassa su cani e gatti, nuova proposta di legge

Esonerati dalla tassa i cittadini che ne hanno adottato uno presso strutture comunali.

di Simona Vitale 18 maggio 2012 15:59

Tra le tante tasse che il popolo italiano è costretto a pagare, ne spunta oggi una che sicuramente è destinata a suscitare sdegno e rabbia in milioni di persone. Parliamo della tassa comunale su cani e gatti. Una proposta di legge in dirittura di arrivo alla Commissione Affari sociali del Senato prevede che i Comuni possano istituire una tariffa per coloro che sono proprietari di cani e gatti, in modo da poter poi finanziare delle iniziative contro il randagismo.

La Commissione ha completato l’esame del provvedimento, nel cui testo si legge che i Comuni potranno deliberare con un proprio regolamento l’applicazione di queste tariffe, ed è ora  all’esame delle altre commissioni competenti per i pareri e dunque potrebbe presto approdare in Aula. Nell’iter è stato anche approvato un emendamento voluto dall’Idv che esonera dal pagamento della tassa coloro che hanno adottato un cane o un gatto in una struttura comunale. Il provvedimento intitolato “Norme in materia di animali d’affezione e di prevenzione del randagismo e tutela dell’incolumità pubblica” ha iniziato il suo iter nell’aprile del 2009, quando fu presentata una proposta di legge da due deputate del Pdl, Jole Santelli e Fiorella Rubino Ceccacci.

L’esame è stato completato lo scorso 6 marzo. È composto di 39 articoli, nei quali si prevede anche la creazione di un’anagrafe degli animali d’affezione, l’obbligo di segnalare se si trova un animale ferito al servizio veterinario pubblico che deve prontamente intervenire. Prevista anche la creazione di cimiteri per gli animali d’affezione.

I comuni saranno anche tenuti a prevenire il randagismo con “incentivi per l’adozione degli animali, prestazioni medico-veterinarie di base erogate da medici veterinari liberi professionisti in regime di convenzione con i comuni, piani di controllo delle nascite con sterilizzazioni”. Ed è proprio in questo che deve essere colta la “ratio legis” del provvedimento. Non sono mancati i primi commenti. Spicca quello del leghista Claudio D’Amico che ha dichiarato: “Tra le tasse introdotte dal governo Monti manca solo quella sull’aria…”.

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