La Svizzera dice stop agli immigrati, è crisi con l’Ue

Al referendum per mettere tetti massimi per gli stranieri promosso dal partito di destra Udc hanno vinto i si con il 50,3% dei voti. "Rammarico" da Bruxelles.

di Luca Fiorucci 10 febbraio 2014 1:33
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La Svizzera ha detto si, con una maggioranza assai risicata (il 50,3% dei voti), al referendum contro l’immigrazione, che vuole introdurre dei tetti massimi per tutti gli stranieri, compresi i cittadini dell‘Unione Europea, i frontalieri e i richiedenti asilo. Il referendum proposto dall’Udc, il partito di destra ed antieuropeista che porta avanti da anni campagne contro l‘immigrazione e contro i lavoratori stranieri, prevede la rinegoziazione degli accordi sulla libera circolazione delle persone entro tre anni a partire da oggi. La Svizzera non è membro dell’Unione Europea, ma ha firmato con essa vari accordi di cooperazione bilaterale, tra cui uno che garantisce, appunto, ai cittadini europei di vivere e lavorare nella Confederazione, e ai cittadini svizzeri di fare lo stesso nei paesi europei.

Il governo ha dovuto prendere atto del referendum ed ha quindi annunciato che intende avviare discussioni con l’Unione Europea per la revisione di tali trattati, mentre da Bruxelles hanno espresso rammarico perchè “questo va contro il principio della libera circolazione delle persone tra l’Ue e la Svizzera”. Il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, prima della consultazione, aveva invece espresso le sue preoccupazioni dicendo in un’intervista: “Temo che un si in Svizzera possa scatenare un nuovo dibattito sulla libera circolazione delle persone in seno all’Ue”. Il Consiglio federale (governo svizzero) e la maggior parte dei partiti si erano pronunciati contro la proposta, spiegando che ciò avrebbe potuto danneggiare l’economia e le relazioni con l’Ue.

Il voto colpisce soprattutto i circa 60 mila lavoratori italiani “frontalieri”, che lavorano cioè come pendolari nel Canton Ticino, che finora hanno avuto libero accesso in Svizzera e per i quali, invece, potrebbe scattare il numero chiuso. I promotori della consultazione vorrebbero infatti che nelle assunzioni sui posti di lavoro si desse la precedenza ai cittadini svizzeri, e che solo mancando questi ultimi si possano accettare cittadini stranieri. I consensi alla consultazione hanno prevalso proprio nei cantoni a lingua tedesca ed italiana, in particolare nel Canton Ticino, dove i si hanno raggiunto il 68%. Nelle regioni francofone e nel Canton Zurigo, invece, hanno prevalso i no.

Soddisfazione per l’esito del referendum svizzero è stata espressa da diversi esponenti dell’estrema destra europea, mentre la Lega Nord ha protestato per le possibili ripercussioni per i “frontalieri” italiani: “Gli svizzeri fanno i loro interessi accogliendo le imprese italiane e i nostri capitali, salvo poi chiudere la porta in faccia ai nostri frontalieri quando la crisi comincia a farsi sentire tra i lavoratori d’oltreconfine. Il problema è che il nostro governo non sa e non vuole fare altrettanto, tutelando veramente le migliaia di lavoratori delle province di confine” ha affermato il senatore Stefano Candiano. Il segretario Matteo Salvini, invece, ha proposto su Twitter: “Bene. Presto un referendum anche in Italia promosso dalla Lega.

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