Studentesse si prostituiscono per pagarsi gli studi

Le difficoltà causate dalla grave crisi economica inducono sempre più le studentesse sarde a racimolare soldi in maniera facile e sicuramente efficace.

di Simona Vitale 9 giugno 2012 15:27

Gli effetti della crisi economica continuano a farsi sentire in ogni settore della vita quotidiana e possono condurre a scelte davvero sconsiderate. L’ultima trovata in questo senso si è registrata a Cagliari dove, come raccontato da Matteo Vercelli su l’Unione Sarda, il fenomeno della prostituzione da parte di giovani studentesse per pagarsi gli studi. Questo perlomeno quanto emerge dalle prime indagini condotte dalle operatrici di strada che lavorano nelle strade del capoluogo sardo per cercare di salvare più ragazze possibili, allettate dalla possibilità di fare soldi in maniera rapida ed efficace.

Si tratta per lo più di studentesse fuori sede che giungono dai capoluoghi di provincia della Sardegna più remoti, che si trasferiscono a Cagliari e, non riuscendo a mantenersi in regola con l’università, non riescono nemmeno a trovare un lavoro normale che possa garantire loro un tenore economico in modo da garantire loro la possibilità di studiare in maniera tranquilla.

Le ragazze sembrano non praticare il mestiere più antico del mondo in strada, ma preferiscono ricevere i clienti nei loro appartamenti lontani da occhi indiscreti. Storie di disagio e povertà, molto dolorose, come hanno raccontato le operatrici a L’Unione Sarda:

Sono esperienze tristi, di forte disagio sociale. Raccogliamo il loro sfogo e se possibile interveniamo. Ma serve ben altro. Hanno una grande dignità. Mantenersi in città non è facile. Così queste giovani scelgono di ricevere i clienti a casa. Prestazioni sessuali a pagamento non molto frequenti ma dettate anche in questo caso dalla necessità. Sono parecchie. Ultimamente le cronache che raccontano di escort e festini in ville fanno apparire queste cose più normali. In molte si fanno trascinare. Per poi pentirsene per tutta la vita.

Un fenomeno difficilmente quantificabile che però non è diffuso solo tra le studentesse, ma anche tra giovani qualunque, lavoratrici, mamme che non riescono a mantenere i propri figli in mix letale di disagio e povertà.

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