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Strage “silenziosa” di cani in Ucraina, le parole di Cucchi (VIDEO)

Il radiocronista e caporedattore rompe il silenzio e denuncia le responsabilità dello sterminio di migliaia di animali.

di Elena Arrisico 2 luglio 2012 12:20
Protesta per lo sterminio di cani in Ucraina

Pallottole in testa e bastonate per migliaia di cani ucraini uccisi, prima e durante gli Euro 2012. In diretta su RadioUno, il radiocronista e caporedattore Riccardo Cucchi si è pronunciato in merito al terribile sterminio di decine di migliaia di cani randagi in Ucraina, rompendo il silenzio mediatico che ha avvolto l’intera vicenda:

La presenza di questi cani randagi, secondo i dirigenti della UEFA, avrebbe disturbato il regolare svolgimento dell’Europeo di calcio e, dunque, i dirigenti hanno fatto pressione sul governo ucraino affinché questo fenomeno fosse ridotto. È del tutto evidente che, non esistendo una cultura della sterilizzazione, del ricovero di cani randagi in appositi canili, in Ucraina si è ricorso con metodi molto brutali all’eliminazione di 30 mila cani randagi. Chi ha fatto qualche viaggio su Internet, avrà visto sicuramente immagini raccapriccianti“.

Queste le parole di Cucchi, a “Domenica Sport” il 24 giugno scorso, durante il pre-partita di Inghilterra-Italia:

Io credo sia giusto denunciare, anzi la nostra responsabilità di operatori dell’informazione è proprio quella e cioè di non nascondere le notizie e, purtroppo, credo che su questo non tutti abbiamo fatto il nostro dovere. Il calcio non deve essere complice di fenomeni così crudeli come quelli di cui stiamo trattando e vorrei ricordare a tutti una frase di Gandhi: “Il livello di civiltà di un popolo si misura anche dal modo in cui tratta i suoi animali” ed io aggiungo personalmente che, se si trattano bene gli animali, è più facile che si trattino bene anche gli esseri umani“.

Ha concluso il radiocronista in merito a quella che ha definito una “strage degli innocenti“, causata dal governo ucraino e dalla UEFA, definendoli “particolarmente insensibili“.

Uccisioni che sono avvenute anche durante gli Europei tramite l’uso di mazze, corde o per asfissia tramite sacchetti di plastica; animali poi gettati in fosse comuni a cielo aperto o in inceneritori mobili, dove molti cani sono stati bruciati ancora vivi. La mattanza di cani si aggiunge alle denunce per il dirottamento verso Euro 2012 dei soldi destinati ai bambini ucraini malati di cancro: “Chiunque alzerà la Coppa Europa deve sapere che il prestigioso trofeo è macchiato dal sangue di migliaia di cani randagi“, aveva dichiarato nei giorni scorsi Carla Rocchi, presidente nazionale ENPA.

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