Strage di Kandahar, sergente Bales sarà incriminato per 17 omicidi

Ancora sconosciute le ragioni del folle gesto del militare che ha ucciso anche donne e bambini innocenti. I talebani gridano vendetta.

di Simona Vitale 23 marzo 2012 11:52
Prigione dov'è rinchiuso Robert Bales

Rischia la pena capitale il sergente dell’esercito militare statunitense Robert Bales che ha ucciso 17 civili inermi in Afghanistan, nella provincia di Kandahar. L’uomo, 38 anni, dovrà rispondere dell’accusa di 17 omicidi, sei tentati omicidi, assalto aggravato e altre gravissime violazioni del codice militare. Inoltre, a Bales  dovrebbero essere poi contestati altri 6 sei capi d’accusa per tentato omicidio e aggressione.

Il legale del militare John Henry Browne ha dichiarato di non voler commentare i 17 capi di accusa per omicidio, non essendo ancora in possesso della relativa documentazione. I talebani nel frattempo minacciano ancora vendetta per questa efferata strage in cui hanno perso la vita anche donne e bambini: “Quella fu un’azione pianificata e sicuramente ci vendicheremo, non ci fidiamo di questi processi“, ha fatto sapere un portavoce, Zabihullah Mujahid. Nel frattempo Bales è rinchiuso in una cella isolata nella base di Fort Leavenworth, in Kansas. Sembra che il sergente abbia anche dato fuoco ad alcuni cadaveri prima di consegnarsi poi spontaneamente ai suoi commilitoni dopo la sanguinosa strage di cui tuttora rimangono sconosciute le cause.

Bales verrà giudicato in base al Codice uniforme di giustizia militare, ma potrebbero passare mesi prima di un’udienza pubblica. Le autorità afghane hanno chiesto di avere un ruolo, seppure marginale come quello di essere osservatori, nel corso del processo al sergente, e chiedendo di essere aggiornati su ogni passo del procedimento. Il governo locale del presidente Hamid Karzai non ha fatto richiesta affinché il militare venisse consegnato al sistema giudiziario afghano, sebbene alcuni parlamentari hanno fatto delle pressioni in questo senso, avendo inizialmente chiesto un processo dinanzi al popolo afghano.

Anche il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama aveva espresso il suo sgomento dichiarando: “Questo incidente è tragico e scioccante, e non rappresenta l’eccezionale carattere del nostro esercito e del rispetto che gli Usa hanno nei confronti del popolo afghano”.

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