Strage di cani in Ucraina per costruire un parco giochi

La denuncia è sempre quella di Andrea Cisternino, fotoreporter che da anni vive a Kiev e che stavolta parla di 10 cani uccisi per costruire un parco giochi.

di Giorgia Martino 21 febbraio 2013 9:28

Andrea Cisternino, il fotoreporter animalista che ci dà notizie dall’Ucraina, aveva già allertato che la strage di cani randagi a Kiev non si era assolutamente fermata con gli Europei di calcio appena trascorsi, e adesso giunge una notizia sconcertante trasmessa sempre dal corrispondente italiano: a Kiev sono stati uccisi ben 10 cani randagi con del veleno e con fucilate perché la loro presenza impediva la costruzione di un parco giochi.

L’effetto del contrasto tra questa terribile strage e la ‘gioia’ insita nella concezione di un parco divertimenti per bambini è tagliente come una lama, specialmente se si legge quanto dicono le voci su tale questione, ossia che questa vera e propria ‘epurazione’ sia stata voluta da alcuni addetti comunali.

I dieci cani erano gli ultimi randagi rimasti: se ne occupava la volontaria Alina, così come era avvenuto per gli altri 70 uccisi dai dog hunter fino allo scorso inverno.

Andrea Cisternino tiene a sottolineare come i volontari animalisti in Ucraina abbiano ancora bisogno di tanto aiuto, perché il massacro di innocenti non si è fermato agli Europei. Ha affermato Andrea Cisternino:

C’è chi si è fatto tanta pubblicità, ma dopo Euro 2012 è sparito facendo tornare i randagi ucraini a morire in silenzio. Vorrei animalisti anonimi che hanno a cuore gli animali perché li amano veramente e non per la politica o altro.

Tema particolarmente scottante, considerando che mai come in questo periodo elettorale i politici sembrano così interessati alle sorti degli animali. Intanto a Kiev i cani continuano a morire, e i volontari continuano a restare soli, mentre un parco giochi come motivazione alla base di uno sterminio non evoca lo stesso interesse e lo stesso clamore di un campionato di calcio.

Andrea Cisternino dà l’annuncio di manifestazioni che saranno tenute sia a Kiev che in Italia, ma prega di non portare bandiere italiane perché non vuole trattarsi di pubblicità o campanilismo, ma di una dimostrazione di umano supporto e di umano rifiuto nei confronti di questo disumano scempio.

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