Sterilità maschile: scoperta proteina che “risveglia” spermatozoi

Gli studiosi hanno identificato una proteina (PLCz) che sembra mettere in moto quel processo biologico che porta alla formazione dell'embrione.

di Simona Vitale 24 settembre 2012 13:16

Non è sempre è sufficiente trovarsi nel periodo fecondo per poter rimanere incinte. Necessario è il verificarsi di tutta una serie di circostanze ed alcuni spermatozoi potrebbero avere bisogno di un piccolo aiuto per essere opportunamente attivati. Normalmente diversi problemi possono riscontrarsi sia nell’uomo che nella, ma un gruppo di ricercatori della School of Medicine dell’Università di Cardiff (Regno Unito) guidati da Tony Lai e Karl Swann sembra aver trovato il rimedio ad uno dei problemi di fertilità dell’uomo.

Gli studiosi hanno infatti identificato una proteina (PLCz) che, nel trasferirsi dallo spermatozoo all’ovulo metto in moto quel processo biologico che porta alla formazione dell’embrione. I risultati dell’importante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Fertiliy and Sterility.

Quando gli spermatozoi vanno a fecondare l’ovulo trasferiscono una proteina fondamentale per la formazione dell’embrione, la Phospholipase Cζ (opportunamente abbreviata con la sigla PLCz). Qualora tale passaggio non si avviasse, non si innesta alcun processo chiamato “attivazione dell’ovulo” e quindi non si sviluppa alcun embrione.

Secondo quanto riferito dai ricercatori, alcuni uomini risultano essere sterili perché gli spermatozoi non sono in grado di attivare gli ovuli. Di conseguenza, la situazione è apparentemente normale, unendosi lo spermatozoo all’ovulo ma in realtà il processo non si innesta. La causa di ciò sembra riconducibile ad un “errore” nel funzionamento della PLCz.

Dallo studio è emerso inoltre che gli ovuli non fecondati a causa di un errore nella proteina PLCz possono essere però trattati in modo da essere condotti all’attivazione. Come rivelato dal dottor Lai sulla rivista Fertility and Sterility:  “Anche se questo è stato un esperimento di laboratorio e il nostro metodo non poteva essere utilizzato in clinica, in futuro si potrebbe produrre la proteina PLCz e utilizzarla per stimolare l’attivazione dell’ovulo in modo del tutto naturale”.

Al momento la tecnica ha ancora dei limiti ma in futuro sembra  che si potrà produrre la proteina PLCz e utilizzarla in modo da stimolare l’attivazione dell’ovulo in modo del tutto naturale.

12 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti