Sposata a 10 anni, bimba yemenita ottiene il divorzio

Nejood Ali è stata costretta a sposarsi da suo padre con un uomo di 30 anni. Un magistrato ha ascoltato la sua storia, procedendo a sciogliere le nozze.

di Simona Vitale 5 novembre 2012 18:59

Sono stati gli zii a porre fine all’incubo che stava vivendo una bambina di 10 anni per colpa di suo padre e di suo marito. Sì, la piccola yemenita era stata costretta a sposarsi a 9 anni con un adulto di 30 anni. Protagonista della storia è Nejood Ali, che ha ottenuto il divorzio dal marito denunciando di essere stata costretta dal padre a sposarsi. Proprio la bambina ha raccontato la sua triste storia alla tv libanese ‘Lbc‘, spiegando di essere stata costretta a sposarsi 10 mesi fa, quando aveva solamente 9 anni.

“Mio padre mi ha costretto a sposare una persona che non ho visto fino al giorno delle nozze. Avevo paura, poi uno dei miei zii mi ha aiutato a rivolgermi alla giustizia per chiedere il divorzio” ha raccontato la bambina. Dopo aver incontrato il magistrato, le nozze di Nejood sono state sciolte. Il magistrato, infatti, ha notato la piccola davanti all’ingresso del Tribunale, l’ha ascoltata e l’ha poi convinta, d’accordo con la moglie, a trasferirsi nella sua abitazione prima di procedere poi allo scioglimento del matrimonio con il 30enne combinato da suo padre. “Il matrimonio precoce nega a una ragazza la sua infanzia e la sua adolescenza, sconvolge la sua istruzione, aumenta il rischio che sia vittima di violenze e abusi”, spiega il dossier delle Nazioni Unite presentato un mese fa al Palazzo di Vetro dall’arcivescovo Desmond Tutu, premio Nobel per la pace nel 1984.

Quasi la metà delle giovani donne sposate prima dei 18 anni vivono in cinque Paesi nell’Asia del Sud: Bangladesh (66%), India (47%), Nepal (41%), Afghanistan (39%), e Pakistan (24%). Se il fenomeno delle spose bambine crescesse con il ritmo attuale, il numero totale delle ragazze di età compresa fra i 20 e i 24 anni che hanno contratto matrimonio prima del compimento della maggiore età a 18 anni potrebbe salire a quota 142 milioni entro la fine di questo decennio.

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