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Spending review, dimezzato il Fondo per le vittime da uranio

Insorgono le associazioni dei familiari, sono 3 mila e 671 i casi dichiarati

di Stefania Calabrese 5 luglio 2012 11:41
Militari italiani in servizio in Afghanistan

Fra le voci della revisione della spesa pubblica previste dal Governo Monti, si trova anche il Fondo per le vittime da uranio impoverito, che, secondo la bozza del decreto legge, passerà da 21 milioni di euro a 11 per il 2012, di cui 9 già erogati.
Sono circa 600 le domande di risarcimento di militari e civili che si sono ammalati di tumori e linfomi mentre prestavano il proprio servizio per lo Stato, presso le missioni di pace all’estero o nei poligoni italiani, specialmente quelli in Sardegna.

Proprio in questa regione infatti, nel 2011 per la prima volta in Italia, un poligono militare è stato posto sotto sequestro perché contaminato dalla presenza di uranio impoverito: è accaduto a Quirra, dove, secondo le indagini, venivano convogliate apparecchiature elettroniche e armi da smaltire, tra le quali anche bombe e barili di napalm. L’intera zona, compresi aria, fiumi e terreni, è stata giudicata inquinata, compromessa dai brillamenti delle armi, che diffondevano le loro particelle cancerogene.
“Come si fa a tagliare sulla pelle dei malati di tumore e leucemie per colpa dello Stato?” ha dichiarato Falco Accame, presidente dell’Associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle forze armate e famiglie dei caduti (Anavafaf), che ha spiegato poi: “Quel fondo è stato voluto nel 2008 dall’allora ministro alla Difesa La Russa. Ora si vuole tornare indietro, una scelta ignobile. risarcire è ammettere di non aver protetto i militari e civili in servizio e aver omesso delle informazioni sui pericoli reali”.
Accame denuncia anche l’ipocrisia di celebrare le morti dei militari caduti durante le missioni all’estero come atti di eroismo nazionale, nascondendo e dimenticando coloro che muoiono lentamente pur avendo anche loro svolto il proprio dovere per la patria, creando così l’errata distinzione fra “morti di serie A e morti di serie B”.


Secondo l’Anavafaf, i tagli dovrebbero piuttosto essere concentrati sugli sperperi nelle spese militari, come l’organizzazione delle parate e delle manifestazioni celebrative, privatizzando inoltre le costose Frecce Tricolori e la portaerei Cavour, considerata “espressione di falsa grandeur”, e rivedendo infine i progetti di acquisto.
L’avvocato dell’Associazione Vittime Uranio, Bruno Ciarmoli, ha parlato di “2.000 militari gravemente malati ai quali lo Stato non ha mai riconosciuto alcuna forma di assistenza”, mentre all’Osservatore epidemiologico della Difesa risultano ben 3 mila e 671 casi dichiarati.
Ottenere il risarcimento inoltre non è affatto semplice, i tempi sono estremamente lunghi e sono tanti i casi in cui i soldi vengano concessi ed erogati solo dopo la morte del richiedente.
Sul piano politico, il senatore Pd Gian Piero Scanu, componente nella Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, ha richiesto e ottenuto da parte del presidente Costa la convocazione del Governo. Anche il presidente della commissione Politiche sociali della Provincia di Cagliari, Emanuele Armeni (Pd), ha preparato un’interrogazione urgente in merito alla questione.

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