Sochi, arrestata Vladimir Luxuria: sventolava bandiera “Gay è ok”

Lo ha riferito Imma Battaglia, di Gay Project, che ha sentito telefonicamente l'ex deputata transgender. Attivata unità di crisi della Farnesina.

di Luca Fiorucci 17 febbraio 2014 1:14
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Vladimir Luxuria, l’attivista transgender eletta nel 2006 alla Camera, prima persona transgender a venire eletta nel parlamento di uno Stato europeo, è stata arrestata in Russia per aver esposto una bandiera con su scritto in russo “gay è ok” mentre guardava le Olimpiadi di Sochi dagli spalti. Lo ha riferito Imma Battaglia, presidente onorario di Gay project, che ha aggiunto: “L’atteggiamento degli agenti è stato brutale e aggressivo. Nessuno parla inglese. Ora si trova da sola in una stanza con luci al neon sulla faccia, presumibilmente in stato di fermo. Chiediamo un intervento immediato del ministro Bonino”.

Battaglia ha spiegato a Corriere.it che Luxuria le aveva mandato un sms con su scritto: “Aiutami sono imprigionata. Sono sola“. La Battaglia l’ha quindi richiamata, ma dopo due minuti è caduta la linea. Inoltre, le avrebbero ritirato tutti i documenti. Il ministro degli Esteri Emma Bonino è intervenuta subito attivando l’unità di crisi della Farnesina per rintracciare Luxuria, ma per ora le autorità diplomatiche italiane a Sochi non avrebbero avuto riscontri del fermo, anche se secondo la Convenzione di Vienna le autorità russe hanno 24 ore di tempo per comunicare il fermo di un cittadino straniero. L’ex parlamentare italiana era giunta in Russia con una troupe delle Iene per intervitare alcuni atleti azzurri sulla legge omofoba vigente nel paese.

Otto ore prima dell’arresto, la Luxuria aveva scritto su Twitter: “Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin!“, e aveva postato una sua foto all’ingress0 del parco olimpico con un ventaglio arcobaleno. Lei stessa aveva detto all’Ansa che intendeva sventolare la bandiera rainbow anche lunedì sera allo stadio Bolshoi, e aveva spiegato: “L’obiettivo, naturalmente, è quello di protestare contro la legge omofobia di Putin, quella che vieta pretestuosamente la propaganda gay in presenza di minori”. Dopo la notizia del suo arresto, l’hashtag #freeluxuria è presto diventato trending topic su Twitter.

Alla Luxuria è arrivata la solidarietà di molti esponenti del mondo glbt e della politica. Franco Grillini, presidente di Gaynet, ha affermato: “Grande solidarietà all’amica Luxuria per l’atteggiamento brutale delle autorità che, a quanto si apprende, si sono comportate in modo brutale come si addice ad ogni regime autoritario”. Il leader di Sel Nichi Vendola ha invece scritto su Twitter: “Ribelle, libera, senza paura dei gendarmi della moralità di Stato. Grazie @vladiluxuria“. Le assoziazioni gay hanno inoltre indetto un presidio lunedì sera alle 20 davanti all’ambasciata russa a Roma per chiedere l’immediato rilascio di Vladimir Luxuria. 

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