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Siria, tensione con l’Iran: ecco la risposta del primo ministro israeliano Netanyahu

Siria, tensione con l’Iran: ecco la risposta del primo ministro israeliano Netanyahu

La situazione in Siria è sempre estremamente tesa. E il pericolo di un nuovo periodo di terrore e violenze è proprio dietro l’angolo. Il caccia israeliano che è stato abbattuto in Siria sarebbe semplicemente il primo passo verso uno scontro tra la coalizione formata da Siria, Iran e Hezbollah libanese nei confronti di Israele. Quest’ultimo, infatti, si trova al giorno d’oggi praticamente minacciato da più fronti, visto che ripetuti atti intimidatori arrivano dal confine libanese così come da quello siriano e c’è sempre la questione Gaza che rappresenta un grosso punto di domanda nelle mani di Hamas.

In via ufficiale la responsabilità dell’abbattimento del caccia israeliano in territorio siriano è stata data all’Iran. Stava facendo ritorno in seguito ad un’offensiva che avevano nel mirino ben 12 obiettivi militari in Siria. Un attacco che era partito per via della presenza di un drone iraniano nello spazio aereo israeliano. Da quel momento è nata una nuova escalation di violenze, con il colonnello Jonathan Conricus che non ha usato mezzi termini nell’attribuire all’Iran tutta la colpa della violazione della sovranità di Israele.

E anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non ha certo usato parole al miele nei confronti dell’Iran, evidenziando come chiunque oserà violare la sovranità del paese, andrà incontro ad una vera e propria rappresaglia. Parole forti, che sono state diffuse agli organi di stampa dopo un colloquio che si è svolto in compagnia di Putin e del segretario di Stato americano Rex Tillerson.

Una situazione che potrebbe avere, indirettamente, ripercussioni anche in ambito nazionale, con le elezioni politiche che si avvicinano sempre di più. L’espansione dell’Iran non viene assolutamente vista di buon occhio da tanti partiti italiani, soprattutto dal centrodestra tra cui anche il politico Fabrizio Bertot, che sembra piuttosto compatto nello schierarsi al fianco di Israele, evidenziando quanto possa essere grave la minaccia rappresentata dalla coalizione tra Hezbollah libanese, Siria e Iran.

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