Siria, la Nbc: “Tre giorni di raid da giovedì”

Domani l'amministrazione Usa dovrebbe rendere noto il rapporto dell'intelligence che dimostra la responsabilità del regime siriano nell'uso di armi chimiche.

di Luca Fiorucci 28 agosto 2013 9:38
Scontri in Siria

La comunità internazionale si sta preparando a intervenire militarmente in Siria. La Gran Bretagna è pronta, anche se il premier Cameron ha spiegato che l’utilizzo delle armi chimiche “è completamente e assolutamente aberrante ma qualsiasi decisione deve essere presa rigorosamente in un ambito internazionale”. La Francia si è detta “pronta a punire chi ha preso la decisione infame di usare il gas contro degli innocenti”. Il segretario alla Difesa Usa Chuck Hagel ha fatto sapere che le forze armate statunitensi sono “pronte ad andare” qualora il presidente lo ordinasse, dato che, come ha detto il vicepresidente Joe Biden, “non c’è dubbio” che il regime di Assad abbia usato le armi chimiche. Secondo l’emittente NBC, si starebbe preparando un intervento mirato:Da giovedì tre giorni di attacco alla Siria” è quanto fatto trapelare, ma l’indiscrezione non è stata confermata dal presidente Obama.

Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha spiegato invece: “Le opzioni che stiamo considerando non riguardano un cambiamento di regime“, ma si vuole soltanto punire l’uso di armi chimiche, vietato da una convenzione di cui sono firmatari gli Stati Uniti assieme ad altri 188 paesi. Stando a quanto riportato dal “Washington Post“, domani l’amministrazione Obama potrebbe rendere noto il rapporto dell’intelligence statunitense che dimostrerebbe la responsabilità del regime siriano nell’uso delle armi chimiche il 21 agosto. Secondo la rivista “Foreign Policy”, invece, vi sarebbero conversazioni telefoniche intercettate dai servizi segreti americani lunedì scorso che pure confermerebbero il ruolo del regime di Assad nell’attacco con armi chimiche a est di Damasco. Si tratterebbe di telefonate fra un funzionario della difesa siriana e un leader dell’unità armi chimiche, nelle quali si chiede conto dell’attacco al Sarin.

Secondo il “Wall Street Journal”, i servizi di spionaggio israeliani avrebbero fornito alla Cia informazioni, provenienti da un’elite speciale della divisione siriana che ha la supervisione delle armi chimiche, che dimostrerebbero che alcuni tipi di queste armi sarebbero state utilizzate nella zona di Damasco dove sarebbe avvenuto l’attacco del 21 agosto. Gli Stati Uniti sono pronti ad agire in Sira anche senza mandato Onu, per aggirare anche il probabile veto della Russia, che intanto ha ammonito sulle possibili conseguenze di un’operazione militare in quella regione: l’Occidente, ha affermato il vice-premier Dmitri Rogozine, si muove nel mondo islamico “come una scimmia con una granata”, mentre i tentativi di aggirare l‘Onu creano per l’ennesima volta pretesti artificiali e infondati per un nuovo intervento militare nella regione, gravidi di nuove sofferenze in Siria e conseguenze catastrofiche per Medio Oriente e Nord Africa“.

Dall’Italia, il ministro degli Esteri Emma Bonino ha ribadito la sua posizione: L’Italia non prenderà parte a soluzioni militari al di fuori di un mandato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Si rafforza l’ipotesi che siano state le forze armate siriane a far uso di armi chimiche: non c’è soluzione militare al conflitto siriano, bisogna andare nella direzione di una soluzione politica“. Secondo fonti governative, senza un mandato delle Nazioni Unite sarebbe esclusa anche la concessione delle basi militari italiane. Domani, intanto, si discuterà della questione siriana anche nella riunione della Nato a Bruxelles.

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