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Scuola, Profumo: via ora di religione, meglio Storia delle religioni

Scuola, Profumo: via ora di religione, meglio Storia delle religioni

Hanno suscitato ardenti polemiche le considerazioni del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo in merito alla necessità di adeguare i programmi scolastici di materie come religione e geografia all’evoluzione della società nell’era della globalizzazione.

“Credo che il paese sia cambiato”, ha dichiarato il ministro, “nelle scuole ci sono studenti che vengono da culture, religioni e paesi diversi. Credo che debba cambiare il modo di fare scuola, che debba essere più aperto. Ci vuole una revisione dei nostri programmi in questa direzione”.

Secondo Profumo, considerato l’aumento di studenti provenienti da nazionalità e culture diverse, sarebbe preferibile studiare storia delle religioni al posto dell’attuale materia di religione, mentre lo studio della geografia potrebbe essere integrato con le testimonianze di chi proviene dall’estero.

Prevedibile l’alzata di scudi in difesa dell’ora di religione, che ha spinto il ministro Profumo a precisare di non avere intenzione di modificare i programmi.

“Non penso certo a cambiare norme o patti, tantomeno a fine legislatura”, ha scritto Profumo in una lettera destinata al filosofo cattolico Giovanni Reale, il quale in un’intervista si era dichiarato perplesso riguardo l’ipotesi di eventuali cambiamenti. Il ministro ha anche definito “interpretazioni fantasiose” le indiscrezioni relative a una bozza che il Miur avrebbe inviato al Consiglio di Stato.
Le esternazioni del ministro hanno invece incontrato il parere favorevole degli studenti. Il portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi, Daniele Lanni, ha infatti dato ragione a Profumo in riferimento alla necessità di rivedere i programmi di religione e di geografia:

“Vanno assolutamente riviste. Questo non può però bastare per risollevare la didattica italiana, ferma a più di 40 anni fa. Il mondo nel quale viviamo è cambiato completamente: oggi siamo in grado con un click di conoscere ogni parte del mondo, mentre a scuola siamo ancora fermi al gessetto, la lavagna, i grembiuli, la didattica frontale, i test a crocette. Siamo assolutamente convinti che sia necessario rivedere tutti i programmi, cambiare i sistemi di apprendimento e riformare il sistema di valutazione“.

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