Scuola, il Cdm vara la riforma. Studenti in piazza in tutta Italia

Assunti centomila precari, introdotta la "chiamata diretta" degli insegnanti da parte dei presidi e prevista una cifra aggiuntiva sul merito per i docenti.

di Luca Fiorucci 13 marzo 2015 11:30
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Il Consiglio dei ministri ha varato ieri il disegno di legge di riforma del sistema scolastico, che adesso dovrà essere approvato dal Parlamento: “La riforma della scuola è quella principale per il Paese, ne siamo orgogliosi” ha dichiarato il premier Matteo Renzi. Diverse le novità introdotte. Per i docenti rimangono gli scatti di carriera basati sull’anzianità, ma è prevista anche una cifra aggiuntiva sul merito, che sarà di 200 milioni di euro dal 2016. E’ inoltre introdotta la “chiamata diretta” degli insegnanti da parte dei presidi, che li potranno scegliere da un albo nel quale saranno pubblicati i loro curricula. Saranno poi assunti centomila precari tra coloro che fanno parte delle graduatorie ad esaurimento, mentre per gli altri sarà bandito un concorso. Rimane la detrazione fiscale per chi manderà i figli alle scuole paritarie, che potranno essere finanziate anche con il cinque per mille e con lo “school bonus”, una donazione che comporterà un beneficio fiscale.

Sarà potenziato l’insegnamento di musica, arte, lingue ed educazione motoria, e sarà introdotta la “carta dei prof”, un bonus annuale di 500 euro che i docenti potranno spendere per scopi culturali. I presidi potranno inoltre utilizzare l’organico in maniera flessibile per evitare il formarsi di classi troppo numerose. Proprio ieri, gli studenti sono tornati in piazza in tutta Italia per protestare contro la riforma della scuola che il governo si accingeva a varare. A Milano ci sono stati momenti di tensione quando i manifestanti, circa un migliaio, sono arrivati, come avevano annunciato, davanti al palazzo della Regione Lombardia, ma hanno trovato la strada chiusa dalle forze dell’ordine, quindi hanno lanciato oggetti e bottiglie con vernice rossa all’indirizzo degli agenti, che hanno risposto lanciando alcuni lacrimogeni. Non c’è stato però nessun contatto fisico diretto tra gli studenti e i poliziotti.

Un ragazzo di quindici anni, iscritto al liceo Carducci, è stato fermato dalla polizia, portato in questura per accertamenti e poi denunciato a piede libero per lancio di oggetti. Gli stessi manifestanti ne hanno annunciato il fermo con un megafono, invitando gli altri studenti ad una riunione nel pomeriggio per decidere ulteriori eventuali iniziative di protesta. A Roma, invece, il corteo ha sfilato da piazza della Repubblica a piazza Santi Apostoli, senza particolari momenti di tensione. In testa vi era uno striscione su cui vi era scritto: “12 marzo una generazione che non si arrende“. La manifestazione è stata organizzata dall’Unione degli Studenti, che chiede l’approvazione della Lip, la legge di iniziativa popolare sulla scuola del 2005, e pertanto i giovani hanno portato in corteo anche una barca di cartone con la scritta “meglio la Lip”.

Gli studenti hanno inoltre organizzato un flash-mob davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, con manifestanti vestiti da clown. Manifestazioni anche a Torino, dove gli studenti hanno lanciato matite colorate contro la sede del Ministero della Pubblica Istruzione, a Genova, dove i ragazzi hanno formato una catena umana davanti alla prefettura per protestare simbolicamente contro la riforma del governo, a Bologna, dove gli studenti della rete Link hanno innalzato davanti ad alcune sedi universitarie un muro simbolico con scatoloni e cartelli per rivendicare il diritto allo studio, e a Napoli, dove in piazza, oltre agli studenti, vi erano anche gli insegnanti precari, per rivendicare il diritto all’assunzione.

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