Si allo “Sblocca-Italia”. Giustizia, Renzi: “Chi sbaglia paga”

Nei prossimi 12 mesi 10 miliardi per sbloccare le opere. Si a interruzione della prescrizione al primo grado. L'Anm: "Riforma punitiva".

di Luca Fiorucci 30 agosto 2014 10:00
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Si è tenuto ieri il primo consiglio dei ministri dopo la pausa estiva, nel corso del quale è stato approvato il decreto “Sblocca-Italia“, con provvedimenti riguardanti burocrazia e crescita, e la riforma della giustizia civile, mentre è slittato alla prossima settimana il varo del pacchetto-scuola. Al termine del consiglio, e subito prima della conferenza stampa, il premier Matteo Renzi si è fermato a prendere un gelato per replicare in maniera scherzosa alla copertina dell’Economist che lo aveva così raffigurato, e ha commentato: Offesi da Economist? Non esageriamo. Non ci offendiamo perché facciamo un lavoro serio”.

Il presidente del consiglio ha poi illustrato, assieme al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, i provvedimenti presi, a cominciare dallo “Sblocca-Italia”, che, ha spiegato, “tenta di risolvere ed anticipare i problemi burocratici che si sono andati a creare“, e con il quale, ha aggiunto, “sblocchiamo 4,6 miliardi per cinque investimenti aeroportuali” e “3,8 miliardi per opere cantierabili da subito”, mentre “nei prossimi 12 mesi 10 miliardi saranno destinati a sbloccare le opere, tra cui l‘alta velocità sulle tratte ferroviarie Napoli-Bari e Palermo-Messina, i cui lavori inizieranno il 1 novembre 2015. Arriva inoltre il “disegno di legge delega per il codice degli appalti” per avere “le stesse regole in Italia come nel resto d’Europa”. Renzi ha poi parlato, assieme al ministro della Giustizia Andrea Orlando, della riforma della giustizia, argomento più delicato e sul quale vi sono state le maggiori tensioni all’interno della maggioranza, tra Pd e Ncd.

Per il premier si tratta di una vera e propria “rivoluzione” che si sostanzia in vari punti, a cominciare dal dimezzamento dell’arretrato della giustizia civile e la riduzione dei tempi (meno di un anno per il processo civile di primo grado). Si intende inoltre interrompere la prescrizione al primo grado di giudizio, ma, ha spiegato Orlando,ci dovrà essere una grande capacità di guardare a che si giunga all’appello entro due anni”. La questione delle intercettazioni è stata rinviata ad una legge delega, e il Guardasigilli ha spiegato in proposito che si intende “studiare gli strumenti più idonei a evitare la diffusione di notizie che non hanno rilevanza penale, fermo restando il confronto con gli editori e i direttori di giornali”. La principale novità è però costituita dalla responsabilità civile dei magistrati, che comunque, ha spiegato Orlando, rimane “indiretta”, anche se “si rafforza l’automatismo della rivalsa nel momento in cui c’è una condanna nei confronti dello Stato” e c’è “un aumento della rivalsa sul magistrato dal 30 al 50 per cento” dello stipendio.

Questo punto in particolare ha però suscitato le critiche dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), per il cui segretario Maurizio Carbone si ha l'”impressione” di una riforma “punitiva”, poichè, ha spiegato, “si lancia il messaggio che la giustizia funziona male perchè i magistrati fanno errori e si dà il via libera ad azioni strumentali contro i giudici”. Renzi ha infine parlato della crisi economica, definendo molto preoccupante” l’ultimo dato sull’occupazione, e dicendo di voler confermare “il bonus degli ottanta euro per i prossimi anni per undici milioni di italiani”, ed ha annunciato per il 6 ottobre un vertice europeo sulla crescita, in cui l’Italia confermerà i suoi impegni, anche se intende meglio utilizzare la flessibilità già prevista nei trattati europei.

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