San Francisco, museo che “respira” grazie ad architetto italiano

Gli USA fanno piccoli passi verso un futuro eco-sostenibile, anche grazie al genio di un architetto italiano e al suo edificio in grado di "respirare".

di Elena Arrisico 14 aprile 2012 1:50

A San Francisco, il Museo di Scienze Naturali “respira”, grazie all’inventiva di un architetto italiano famoso in tutto il mondo: Renzo Piano.
Il suo punto di forza è l’architettura eco-sostenibile, proprio come dimostra il California Academy of Sciences, che si trova nel bel mezzo del Golden Gate Park a San Francisco, in California.

Il museo ha un vero e proprio tetto vivente: “L’idea di un tetto vivo, animato, che respira e dialoga con la natura circostante, su cui sono piantate 1,7 milioni di pianticelle autoctone della California, scelte tra le più resistenti alla siccità, l’ho ripresa da consuetudini antiche delle nostre campagne, delle nostre montagne. La massa di terra e lo strato di vegetazione sopra i tetti di notte accumula umidità e diventa un isolante termico quando arriva il Sole e il calore del giorno“, ha dichiarato Renzo Piano.
Un museo di storia naturale, un acquario, un planetario, ma anche un centro di ricerca ed una casa per 20 milioni di specie animali e vegetali; il suo più grande progetto – indipendente energeticamente – è diventato realtà il 27 settembre del 2008, quando è stato inaugurato con il volo di 30 mila farfalle, fra gli applausi del Time e di quella parte di America con la cultura del risparmio energetico.
Renzo Piano – che ha anche ricevuto il Platinum Award, premio attribuito a chi eccelle nella qualità energetico-ambientale degli edifici – non ha pensato soltanto al risparmio energetico, ma anche al riciclo dei materiali: “Nella costruzione dell’edificio è stato riutilizzato il materiale proveniente dalla distruzione del precedente museo, ricavando 9 mila tonnellate di calcestruzzo e 12 mila di acciaio, che invece di finire in discarica sono stati selezionati e accatastati in 25 mucchi riutilizzati tutti. Per esempio, le strutture in acciaio usano metallo riciclato al 90%, l’isolamento termico è costruito con i cascami di jeans, come omaggio alla storia di San Francisco, patria della Levi’s, ma anche a Genova, da dove i jeans si diffusero nel mondo“, ha dichiarato l’architetto italiano.
Il museo ecologico utilizza, inoltre, 18 mila metri quadrati di microcristalli sensori – 55 mila celle fotovoltaiche Microcrystal – che captano l’energia solare e che forniscono il 15% dell’energia necessaria all’intera struttura. L’aria condizionata è invece sostituita da un sistema naturale che sfrutta il clima di San Francisco, mentre l’acqua arriva dall’oceano.

Ma Renzo Piano non è l’unico architetto italiano che sta cercando di diffondere la cultura ecologica negli USA; anche Andrea Ponsi, infatti, ha fatto un ottimo lavoro con la Tiburon Beach House, una casa eco-sostenibile progettata nella Baia di San Francisco.
Il fabbisogno energetico dell’abitazione è coperto da 100 metri quadrati di pannelli fotovoltaici e da 90 metri quadri di vetri solari particolari, mentre la casa ed il giardino interno sono collocati in modo tale da poter garantire calore d’inverno ed una ventilazione naturale durante i mesi estivi.

Gli USA fanno dunque piccoli passi verso un futuro eco-sostenibile, mentre l’Italia lascia andare via questi geni protagonisti del futuro.
Renzo Piano stesso guarda all’Italia con uno sguardo critico perché, come dichiara lui stesso: “In Italia, è difficile lavorare, perché il nostro Paese deve ritrovare prima di tutto l’energia mentale e deve smettere di scoraggiare la creatività. Servirebbe una migliore burocrazia, che funzioni meglio e magari una certificazione in base alla classificazione energetica degli edifici, che calcoli i consumi energetici annuali. L’Italia che sogno è un’Italia più energica, più attenta a facilitare il risparmio energetico e a insegnare l’energia pulita, ottenuta da fonti rinnovabili“.

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