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Rudy Eugene, cannibale di Miami: test rivelano solo marijuana

Nessuna droga sintetica nel sangue di Rudy Eugene, il cannibale di Miami, ucciso dalla polizia mentre era intento a masticare il volto di un uomo.

di Simona Vitale 28 giugno 2012 12:16
Rudy Eugene

Mentre negli USA imperversa la preoccupazione per una apocalisse zombie, legata agli ultimi episodi drammatici e violenti riguardanti atti di cannibalismo e smembramenti, veniamo a conoscenza di qualche dettaglio in più sul caso di Rudy Eugene, che ha scosso non solo gli Stati Uniti, ma anche il mondo intero. Secondo un rapporto tossicologico completo pubblicato mercoledì pomeriggio dal medico legale della Miami-Dade, l’unico farmaco rilevato nel corpo senza vita di Rudy Eugene, ribattezzato come il cannibale di Miami, è la marijuana.

“Il laboratorio di tossicologia del dipartimento ha individuato i componenti attivi della marijuana” ha riferito il medico legale in una dichiarazione, secondo quanto riportato da NBC Miami. “Il laboratorio ha testato, ma non sono state rilevate altre droghe di strada, alcool o farmaci da prescrizione.  Questo include la cocaina, LSD, anfetamine (Extasy, Meth e altri), fenciclidina (PCP o Angel Dust), l’eroina, ossicodone, Xanax, un sintetico della marijuana (Spice), e molti altri composti simili”

L’ufficio del medico legale ha avuto una seconda conferma da un secondo test di laboratorio di tossicologia forense, che ha effettivamente decretato  l’assenza degli ingredienti comuni di sali da bagno, un cocktail di anfetamine sintetiche accusato, in quanto riscontrato in diversi recenti incidenti, di procurare effetti simili a quello che hanno poi scatenato il comportamento aggressivo di Eugene.

Entro i limiti della tecnologia attuale di entrambi i laboratori,” ha dichiarato il comunicato stampa del Dr. Bruce Hyman, “la marijuana è l’unico farmaco individuato nel corpo del signor Rudy Eugene”. Secondo quanto riportato dal Miami Herald, un esperto ha riferito all’Associate Press che però la marijuana da sola non può provocare un attacco del genere.

“Il problema oggi è che vi è un un numero quasi infinito di sostanze chimiche che possono scatenare un comportamento insolito là fuori”, ha detto il Dott. Bruce Goldberger, professore e direttore di Tossicologia presso l’Università della Florida. Goldberger ha detto che: ” L’ufficio del medico legale a Miami è conosciuto per svolgere da sempre un lavoro approfondito e che egli è fiducioso di quel che gli esperti stanno facendo. Ma è quasi impossibile per i test tossicologici per stare al passo con le nuove formulazioni di droghe sintetiche”.

Si è a lungo ipotizzato che Rudy Eugene, 31 anni, fosse sotto effetto di droghe sintetiche, o di un farmaco capace di indurre psicosi, il pomeriggio del 26 maggio, quando si spogliò nudo e brutalmente aggredì il senza fissa dimora Ronald Poppo in pieno giorno in un parcheggio di Miami, dove fu scovato a masticare parti del volto del pover’uomo. Rispondendo a più chiamate fatte al 911, un ufficiale di polizia ha sparato e ucciso Eugene, mentre accovacciato su Eugene Poppo, si era rifiutato di discostarsi dall’uomo mentre mangiava il suo volto.

I 18 minuti di aggressione e le sue conseguenze sono state catturate in un video di sorveglianza dal parcheggio del Miami Herald, ma non si sa ancora cosa ha spinto Eugene a commettere un crimine così orribile. Secondo Local10, l’ex giocatore di football del North Miami Beach High School, fu diagnosticata la schizofrenia dopo un arresto.

I registri mostrano che Eugene era stato arrestato otto volte fin dall’età di 16 anni, di cui quattro per casi che coinvolgevano la marijuana. Una volta, tuttavia, fu accusato di aver minacciato di uccidere sua madre, ma nonostante ciò,  amici e familiari dicono che mai si sarebbero aspettati una tale violenza da Eugene che leggeva la Bibbia e aveva detto ai suoi amici di voler provare a smettere di fumare marijuana.

Secondo i medici del Trauma Center Jackson Memorial Hospital di Ryder, il 65enne Poppo, sta bene, nonostante abbia perso un occhio, il naso, e dovrà  affrontare una serie di interventi chirurgici per riparare le sue ferite e ricostruire il suo viso.

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