Rottamazione cartelle esattoriali, la scadenza il 2 ottobre

Le modalità di pagamento della seconda rata del piano di rimborso fissato da Equitalia

di fabiana 2 ottobre 2017 9:00
equitalia, cartelle esattoriali, rottamazione

È fissata per oggi, lunedì 2 ottobre 2017 la scadenza ultima per poter effettuare il pagamento della seconda rata del piano di rimborso di chi ha aderito alla rottamazione agevolata dello scorso aprile indetta da Equitalia, trasformatasi nel frattempo in Agenzia delle entrate-Riscossione.

La scadenza originaria era stata fissata in realtà per il 30 settembre, ma visto che la giornata cadeva di sabato, la scadenza è stata prorogata alla giornata di lunedì 2 ottobre: attenzione perché pagare in tempo la seconda rata è indispensabile per continuare a usufruire del piano di rimborso della definizione agevolata che non prevede il pagamento delle sanzioni e degli interessi. 

Se si salta anche una sola rata, il piano di rimborso viene sospeso e con esso tutti i benefici che ne conseguono.

Chi ha aderito alla rottamazione delle cartelle ha ricevuto già i bollettini per poter effettuare il pagamento che contengono l’importo da versare, il numero della rata, la scadenza del pagamento, il codice RAV.

E se ancora siete indecisi sulle modalità del pagamento, l’Agenzia delle Entrate informa delle diverse possibilità anche in vista della scadenza delle prossime rate.

Sportelli bancari: si può pagare in banca presentando allo sportello il bollettino RAV ricevuto dall’Agente della riscossione. Si può anche richiedere l’addebito sul conto corrente, pagare con carta di credito o prepagata, bancomat e anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro.

Internet banking: si può pagare tramite  Internet banking collegandosi al sito della propria banca e utilizzando il servizio per il pagamento dei RAV. È sufficiente  inserire il numero del bollettino RAV e l’importo da pagare. Il numero di RAV è sufficiente per identificare il pagamento e non sarà necessario in questo caso inserire la causale.

Domiciliazione bancaria: prevista anche la domiciliazione bancaria con l’addebito diretto sul proprio conto corrente degli importi contenuti nei bollettini RAV. In questo caso va compilato il modulo allegato alla comunicazione delle somme dovute, inviata dall’Agente della riscossione che deve essere presentata in filiale almeno 20 giorni prima della scadenza della rata.

Sportelli bancomat (ATM): si possono pagare i bollettini della definizione agevolata direttamente agli sportelli ATM abilitati, utilizzando la propria tessera bancomat e accedendo al servizio per il pagamento dei RAV.

Uffici postali: presso gli uffici postali vanno presentati il bollettino RAV  ricevuto dall’Agente della riscossione; si può chiedere anche l’addebito sul proprio conto se è cliente Banco Posta. Può pagare con le carte BancoPosta e anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro, nel rispetto della normativa antiriciclaggio.

Tabaccai convenzionati con Banca SpA, punti vendita Sisal e Lottomatica: in questo caso deve essere presentato il bollettino RAV ricevuto dall’Agente della riscossione. Si può pagare in contanti (fino a mille euro), con il bancomat o con la carta di credito (fino a 5 mila euro dai tabaccai e fino a 1.500 euro nei punti Sisal e Lottomatica).

Sito Agenzia delle entrate-Riscossione e App Equiclick: si può pagare può pagare il bollettino RAV collegandosi alla sezione pagamenti del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it inserendo il proprio codice fiscale, il codice RAV riportato nel bollettino e l’importo e poi scegliere fra i molteplici operatori (banche, Poste e altri istituti di pagamento).

Sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione: presso gli sportelli il contribuente non deve neppure presentare il bollettino RAV ricevuto dall’Agente della riscossione, ma può richiedere di pagare indicando anche solo il proprio codice fiscale che sarà effettuato allo sportello pagando con carte di credito o prepagate, carte bancomat (nelle casse abilitate) e con titoli di credito, quali assegni circolari, assegni postali vidimati, vaglia cambiari emessi dalla Banca d’Italia e assegni di conto corrente bancario e postale, nel limite di 20 mila euro, intestati all’ordine dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Previsto il pagamento in contanti sotto i 3 mila euro come previsto dalla normativa antiriciclaggio.

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