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Rossella Urru è arrivata in Italia, accolta da Monti

"Sto bene e spero di poter continuare a lavorare", ha detto. "Ho vissuto il rischio, ma spero che non fermi né me né il resto della cooperazione."

di Stefania Calabrese 19 luglio 2012 23:33
la cooperante italiana rapita in Algeria, Rossella Urru

Rapita in Algeria e liberata in Mali, Rossella Urru è tornata finalmente in Italia, dove, dopo 286 giorni trascorsi in prigionia, lontana da casa, ha potuto riabbracciare i suoi genitori, giunti ieri a Roma appena è stata loro comunicata la notizia del rilascio.
Ad attendere la cooperante all’aeroporto di Ciampino insieme ai familiari, c’erano il Presidente del Consiglio Mario Monti, il ministro degli Esteri Giulio Terzi, il ministro della Cooperazione Andrea Riccardi, il sottosegretario con delega ai servizi segreti Gianni De Gennaro e Ugo Cappellacci, governatore della Sardegna, regione d’origine di Rossella.

 
Scendendo dall’aereo sul quale viaggiava anche il capo dell’Unità di crisi della Farnesina Claudio Taffuri, la trentenne Rossella Urru ha dichiarato: “Ringrazio lo Stato italiano, il ministero degli Affari Esteri e l’Unita’ di crisi per il lavoro che c’e’ stato dietro”. In seguito la ragazza ha ringraziato anche tutti coloro che hanno sostenuto la sua famiglia e atteso con ansia la sua liberazione.
“Bentornata in Italia”, le ha detto Mario Monti, elogiando in seguito “il lavoro di tutti gli organi dello stato che si sono prodigati per il rilascio” e “la forza straordinaria della famiglia”. Il premier ha anche ricordato a Rossella che “l’Italia ha manifestato tanto affetto” per lei, “una persona che ha dedicato la vita al mondo della cooperazione”.

 
A proposito del suo lavoro, a causa del quale ha dovuto subire la terribile esperienza del rapimento e della prigionia, Rossella ha affermato: “mi hanno trattato bene, quello della cooperazione è un lavoro difficile e rischioso, ma spero di tornare presto in Africa”.
Liberata con i suoi due colleghi spagnoli grazie alla mediazione del Burkina Faso, prima di volare a Roma la cooperante è stata portata nel Paese africano, dalla cui capitale ha poi proseguito alla volta dell’Italia, dopo aver ringraziato i mediatori del Burkina Faso per il loro essenziale intervento.
Sembra ormai assodato, per quanto non ufficialmente confermato, che la liberazione dei tre ostaggi sia stata scambiata con quella di tre estremisti islamici detenuti in Niger e in Mauritania.

 
E’ stato momentaneamente rimandato a domani o comunque entro sabato il rientro di Rossella Urru nel suo paese natale, a Samugheo, dove i suoi concittadini l’attendevano in festa: per l’occasione organizzeranno una grande tavolata che dal centro arrivi fino a casa Urru, dove sarà gradita la presenza di tutti coloro che vorranno salutare il suo ritorno.
Come ha detto la stessa Rossella, questa volta l’incubo è davvero finito.

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