Roma, scontri alla “Sapienza”: bombe carta al convegno dei ministri

I disordini si sono verificati mentre in Aula Magna era in corso un convegno cui partecipavano Saccomanni, Orlando e la Lorenzin.

di Luca Fiorucci 12 dicembre 2013 15:41

Si sono verificati scontri con le forze dell’ordine e lanci di bombe carta questa mattina all’Università “La Sapienza” di Roma, dove era in corso, nell‘Aula Magna del Rettorato, la conferenza nazionale “La Natura dell’Italia” sulla green economy, alla quale erano presenti il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, quello dell’Ambiente Andrea Orlando e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, nonchè il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Guglielmo Epifani e un commissario europeo all’Ambiente. Avrebbero dovuto partecipare anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il premier Enrico Letta, ma entrambi già ieri avevano comunicato di non poter essere presenti. I manifestanti hanno lanciato uova, bottiglie, petardi, bombe carta e fumogeni verso le forze dell’ordine e hanno tentato di sfondare le transenne che li separano dall’Aula Magna.

La polizia li ha respinti sparando fumogeni e caricandoli, e due studenti sono stati fermati. I dimostranti sono stati spinti verso l’area sud della città universitaria, e la situazione sembra essere ora tornata ad una relativa calma. Il rettore dell’Università Luigi Frati ha invitato le personalità presenti a non lasciare l’Aula Magna per motivi di sicurezza, e, quando sono scoppiati alcuni petardi anche davanti all’ingresso, ha invece sdrammatizzato: “Qualche botto di saluto, siamo vicini a Capodanno. Ma la situazione è sotto controllo“. Il ministro Saccomanni è uscito scortato. Il convegno, comunque, si è svolto come previsto, e, come unico fuori programma, vi è stato l’intervento di una studentessa che ha affermato: “Ho sentito bellissime parole, ma c’è una grandissima frattura con quel che accade fuori e le vostre parole non troveranno applicazione. Parlate di green economy, ma poi il governo parla di Tav, di Muos, di Grandi Navi”.

A lei ha replicato il ministro Orlando: “Io sono per il dialogo ma non credo che il dialogo si sviluppi con le bombe carta. Il corteo si apriva con uno striscione che recitava: “L’Università è di chi vive e non di chi la distrugge”, mentre un altro striscione prendeva di mira proprio il premier e il presidente della Repubblica: “La nostra Università non è una passerella per chi semina austerità! Napolitano e Letta non siete i benvenuti a La Sapienza!” vi si leggeva. Una studentessa, invece, ha denunciato al megafono “una carica brutale da parte delle forze dell’ordine, i reparti celere che hanno risposto così a chi chiede diritti per lo studio. Ci sono tre fermati, teste spaccate“.

Altri manifestanti, invece, hanno invitato le forze dell’ordine a togliersi i caschi dell’assetto antisommossa, come avrebbero fatto davanti al Movimento dei Forconi: “Toglietevi i caschi con noi, non solo quando siete davanti ai fascisti, è davanti agli studenti che vi dovete togliere i caschi” hanno urlato. Nella capitale, oggi, hanno manifestato anche i metalmeccanici della Fiom, che si sono ritrovati a Piazza del Popolo per poi sfilare lungo via del Corso, diretti verso Palazzo Chigi, mentre i lavoratori del settore commercio e turismo si sono dati appuntamento a Piazza Bocca della Verità, e davanti Montecitorio si è svolta la protesta dei giovani medici. Il Movimento dei Forconi, invece, continua il suo presidio a oltranza a Piazzale dei Partigiani.

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