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Rivolta dei forconi, una bara tra i simboli della protesta in Sicilia

L'Isola è arrivata al quarto giorno di sciopero. Tir fermi, attività commerciali e industrie chiuse. Tra i simboli della protesta non solo i forconi, ma anche le bare: l'economia siciliana è agonizzante.

di Gianni Monaco 19 gennaio 2012 20:55
Le proteste in Sicilia

Continua la protesta di contadini, allevatori, pescatori e autotrasportatori in Sicilia. Lo sciopero di queste categorie è arrivato al quarto giorno. La giornata odierna è probabilmente la più infuocata. La stragrande maggioranza delle attività commerciali, nell’Isola, è chiusa. Ma non stanno lavorando nemmeno industrie e fabbriche. Il carburante è finito in quasi tutti i distributori.

La protesta in teoria dovrebbe durare fino a domani. Ma è sempre più insistente la voce per cui si potrebbe andare avanti a oltranza. I manifestanti non hanno ancora avuto nessuna risposta concreta dalla politica, anche se il governatore Raffaele Lombardo ha promesso di stanziare 15 milioni di euro per fronteggiare la crisi economica. Il presidente della Regione vuole incontrare subito Mario Monti.

Come ogni protesta, anche quella siciliana ha i suoi simboli. Ci sono i forconi, da cui il movimento degli agricoltori ha preso il nome. Ma ci sono anche le bare. Dentro, per fortuna, non c’è nessuno. Sopra, al posto dei fiori, i carciofi, il cui prezzo sui mercati ortofrutticoli è colato a picco (10 centesimi di euro o anche meno). Nella foto (scattata a Ispica, in provincia di Ragusa) si vedono anche un casco di operaio e gli attrezzi usati nell’edilizia. Già, perché in Sicilia non sono al tappeto solo l’agricoltura, la pesca e i trasporti, ma anche gli altri comparti.

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