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Ricoverata al Pronto Soccorso, viene molestata sessualmente in barella

Ricoverata al Pronto Soccorso, viene molestata sessualmente in barella

Ennesima e terribile vicenda che vede come sfondo un ospedale, luogo che dovrebbe essere simbolo di salute e sicurezza e che spesso, invece non lo è. Una donna è stata infatti molestata sessualmente in uno stanzino del pronto soccorso, da un barelliere che avrebbe dovuto accompagnarla da un reparto all’altro dell‘ospedale Santissima Annunziata di Sassari per effettuare accertamenti e che, dico ntro, ha preso a palpeggiarla nelle parti intime. La brutta faccenda sarebbe accaduta mercoledì scorso, ma soltanto sabato la donna, 50 anni, avrebbe trovato finalmente il coraggio di denunciare il barelliere che ha però con forza respinto tutte le accuse, presentando una denuncia per calunnia nei confronti della donna.

Tuttavia, sembra che a confermare il drammatico racconto della donna ci sia, oltre alle stesse parole della vittima, anche la testimonianza di alcune persone che lavorano presso l’Asl. Sull’episodio, dovranno ora far luce le indagini della Procura della Repubblica di Sassari, oltre all’indagine interna dei vertici dell’azienda sanitaria sassarese che nel frattempo è stata aperta.

La donna era arrivata in ambulanza al pronto soccorso di viale Italia in seguito ad un malore lo scorso mercoledì. Era stato poi deciso di trasferirla in altro reparto, in seguito alla prima visita. La cinquantenne era stata così adagiata su una barella e affidata alle cure di un dipendente della cooperativa sociale Elleuno, la ditta che fornisce alla Asl e all’Aou il supporto ai servizi assistenziali. Poco dopo la donna è stata portata in uno stanzino accanto agli ambulatori del pronto soccorso e a quel punto sarebbe stata perpetrata la violenza sessuale. L’uomo le avrebbe abbassato i pantaloni, con la scusa di avvicinarle la padella per farla urinare, e in realtà avrebbe poi preso a palpeggiarla le zone intime. La donna ha poi trovato la forza di rivelare l’accaduto prima a due dottoresse del Pronto Soccorso  e poi ad alcuni parenti, ma  solo dopo tre giorni ha deciso di sporgere denuncia in stato di un ancora parziale shock.

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