Renzi: “Il lavoro è la nostra emergenza. Tfr in busta paga dal 2015”

Il premier è intervenuto anche sul tema della scuola e del tesseramento nel Pd, che "esiste". Poletti: "Lunedì troveremo il punto d'incontro" sul lavoro.

di Luca Fiorucci 6 ottobre 2014 8:53
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Il premier Matteo Renzi è intervenuto domenica tramite la sua E-News sulle principali questioni politiche, a cominciare da quella del lavoro, che ha definito la nostra emergenza. Sui giornali grandi discussioni sul Jobs Act e l’articolo 18. A tempo debito sarà bello spiegare cosa cambia per un giovane precario, per un cinquantenne disoccupato, per una mamma senza tutele. Ma ne parleremo prestissimo“. Il presidente del Consiglio ha quindi rilanciato la sua idea di inserire il Tfr in busta paga, malgrado l’opinione contraria di Confindustria, poichè, ha spiegato, “sono soldi dei lavoratori” e “come accade in tutto il mondo non può essere lo Stato a decidere per lui. Ecco perché mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del Tfr andassero subito in busta paga“.

Renzi si è anche detto disposto a verificare la “fattibilità” della proposta con le parti sociali, e, a proposito del lavoro, ha evidenziato anche alcuni “segnali incoraggianti di ripresa del numero degli occupati che da febbraio è cresciuto di oltre ottantamila unità”, anche se la strada è ancora lunga. Il premier, che è anche segretario del Pd, ha affrontato anche la questione del crollo delle tessere del partito, spiegando che non è in discussione la salute del Pd, come alcuni sostengono, poichè “un partito che arriva dove non arrivava nessuno dal 1958, vince tutte le regionali in trasferta (Piemonte, Abruzzo, Sardegna), stravince nei comuni è un partito che gode di buona salute. Ma non possiamo girarci intorno: il tema tesseramento esiste. Poi io posso dire che preferisco avere una tessera finta in meno e un’idea in più”.

Per Renzi, inoltre, “quella parte del Pd che chiede una discussione sulla forma partito, su come si sta insieme, sulle regole interne, sul rapporto partito-governo pone un tema che per me è un tema vero”, e perciò ha annunciato che si terrà una direzione del Pd per discutere della questione, probabilmente il 20 ottobre. Il premier ha affrontato inoltre un altro tema prioritario per il governo, quello della scuola, e ha annunciato in proposito l’avvio della “campagna di ascolto”: “Vi prego, vi prego, vi prego: riempite il questionario. Visitate il sito labuonascuola.gov.it. Stiamo scrivendo il futuro dei nostri figli, facciamolo insieme. Migliaia di persone stanno leggendo le proposte del governo (c’è tempo fino al 15 novembre, ma voi fate veloci) e ci stanno incalzando con le loro idee. Fatelo anche voi”.

Intanto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si è mostrato ottimista su una possibile mediazione per la legge delega sul lavoro che sarà discussa martedì in Senato: Lunedì troveremo il punto di incontro” ha affermato, spiegando che l’obiettivo della trattativa è ottenere “un testo che tenga conto delle diverse posizioni” e giungere ad una “rapida approvazione”, e ha poi aggiunto che l’incontro di martedì con i sindacati “è una sfida reciproca”. Nel Pd, però, rimane lo scontento della minoranza sulla questione del “Jobs Act”: “Renzi ha affrontato molto male la discussione sull‘articolo 18: vuole essere la nuova sinistra, ma fa la destra di dieci anni fa” ha infatti affermato Pippo Civati. Mentre Rosy Bindi ha annunciato: “Sull‘articolo 18 voto come ritengo di votare”.

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