Renzi: “Sul lavoro hanno scritto balle. Equitalia chiusa entro il 2018”

Il premier, nella diretta sui social #Matteorisponde, ha parlato dei dati diffusi dall'Inps sull'occupazione, dicendo che essa comunque è aumentata, e ha annunciato di voler abbassare le tasse.

di Luca Fiorucci 19 maggio 2016 4:15
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Il premier Matteo Renzi ha tenuto nella serata di mercoledì l’ormai consueta diretta su Twitter e Facebook #Matteorisponde, durante la quale ha affrontato diversi temi, tra cui quello dei dati diffusi in mattinata dall’Inps, secondo i quali l’occupazione, nei primi tre mesi del 2016, è cresciuta molto di meno rispetto allo stesso periodo del 2015. Secondo l’istituto, infatti, all’inizio di quest’anno sono stati stipulati 428mila contratti a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni) e le cessazioni sarebbero state 377 mila, quindi il saldo positivo sarebbe stato di 51mila unità, in calo addirittura del 77% rispetto all’inizio dell’anno precedente, quando il saldo positivo sarebbe stato di quasi 225mila contratti a tempo indeterminato, e peggio anche del 2014, quando, pur senza incentivi, il saldo sarebbe stato di 87 mila contratti stabili. Per Renzi, però, “oggi hanno scritto sul lavoro clamorose balle, le cose più allucinanti. Gli incentivi hanno funzionato, è il loro compito. Hanno funzionato nel 2015. Nel giro di due anni abbiamo recuperato 400mila posti di lavoro“.

A chi gli chiedeva di abbassare le tasse, il presidente del Consiglio ha spiegato di voler maggiormente “dare una mano al ceto medio e alle famiglie. Stiamo discutendo come, se attraverso le aliquote Irpef o se con un sistema fiscale diverso. Andrà nella legge di stabilità 2017: è un’assoluta priorità. Sempre a proposito di fisco, Renzi ha annunciato: “Stiamo riorganizzando le Agenzie: tutto il sistema del rapporto tra il cittadino e il pubblico amministratore. Al 2018 Equitalia non ci arriva. La riorganizzazione di questo sistema prevederà un modello del tutto diverso. Stiamo riorganizzando il sistema perché sia sempre più a disposizione del cittadino e non vessatorio verso il cittadino“. Quanto al bonus da 500 euro per gli studenti, esso, ha spiegato il premier, “arriverà dopo le elezioni amministrative. Se no tutti dicono: Renzi vuole comprarsi il voto dei diciottenni“.

Renzi ha parlato anche delle polemiche sul bonus da 80 euro per i lavoratori con redditi più bassi, affermando: “Io non li prendo perché guadagno 5mila euro al mese. Ma per chi guadagna 1100 euro gli 80 euro sono soldi. E non sono una mancia elettorale, giusto Berlusconi o Grillo possono dirlo, che tanto sono milionari“. Sulle riforme, il presidente del Consiglio ha spiegato che molte sono state già fatte, mentre quella dell’universitàè molto complicata, perché dobbiamo coinvolgere docenti e ricercatori. Intanto abbiamo messo dei soldi. Volevamo farla entro il 2015, non ce l’abbiamo fatta, la facciamo entro il 2016: l’importante è che non sia calata dall’alto“. Quanto, invece, alle riforme costituzionali e al relativo referendum di ottobre, che vede l’Anpi schierata per il “no”, ha affermato: “La posizione dell’Anpi mi dispiace molto perché la stragrande maggioranza dei partigiani che conosco mi dice “Matteo vai avanti“, e ha poi aggiunto: “Io sono il primo ad avere l’interesse a parlare nel merito della riforma. Se perdo è ovvio che vado a casa, questo vuol dire che contano più le idee piuttosto che una poltrona”.

Sulla legge elettorale, Renzi ha spiegato che sarà testata nel voto del 2018, e ha attaccato chi gli chiedeva quale sarà la prossima “legge fascistissima” dopo le riforme costituzionali e l’Italicum, dicendo: “Tu pensi di essere simpatico, ma le leggi fascistissime non sono un giocattolino, una cosa su cui fare ironia, sono simbolo della dittatura“. Dal premier è arrivata anche una stoccata al Movimento 5 Stelle, in particolare a Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, che ha citato: “Quando qualcuno deve pagare è giusto che lo faccia. Ma perché quattro deputati dei Cinque Stelle che hanno detto cose clamorosamente false non rinunciano alla loro immunità? Rinuncino al privilegio, non sono cittadini come altri?” ha affermato. Infine, a un utente che, su Twitter, gli aveva chiesto se fosse normale che i dirigenti di banche fallite abbiano comunque ricevuto buonuscite milionarie, Renzi ha risposto: “No. Non è normale. E’ squallido”.

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