Renzi lancia tre proposte sulle riforme. M5S: “Non rispondete”

Il leader del Pd ha mandato una lettera ai segretari di partito, chiedendo di confrontarsi su legge elettorale, bicameralismo e titolo V della Costituzione.

di Luca Fiorucci 3 gennaio 2014 3:12
Matteo Renzi

Il segretario del Pd Matteo Renzi ha inviato ieri mattina una lettera a tutti i segretari di partito, poi pubblicata anche sulla sua eNews, per lanciare le proposte su cui intende confrontarsi riguardo alla legge elettorale e alle riforme. In particolare, Renzi ha chiesto “un accordo serio, istituzionale, su tre punti: legge elettorale, riforma del bicameralismo e una riforma del titolo V“. La riforma del titolo V della Costituzione che ha in mente il segretario democratico porterebbe all‘abolizione del Senato, che verrebbe sostituito dalla Camera delle autonomie, mentre alcuni poteri delle Regioni tornerebbero allo Stato. Quanto alla legge elettorale, invece, Renzi ha avanzato tre opzioni: il modello spagnolo, con la divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni e l’attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza, il ritorno al “Mattarellum” con l’introduzione di un premio di maggioranza e il doppio turno di coalizione sulla base della legge con cui si eleggono i sindaci.

Il sindaco di Firenze ha spiegato che, su queste tre proposte riguardanti la legge elettorale, il Pd vuole “certezza dei tempi e trasparenza nel percorso“, e la prossima settimana chiederà appuntamenti bilaterali ai leader dei partiti disposti ad incontrarsi: se si vuole e c’è la volontà politica, in un mese si chiude”. Renzi ha detto inoltre che il Pd chiederà che nel patto di coalizione “ci sia un capitolo Diritti Civili con le modifiche alla Bossi-Fini, le unioni civili per persone dello stesso sesso, la legge sulla cooperazione internazionale, i provvedimenti per le famiglie e una disciplina più efficace delle adozioni”. Renzi ha fatto inoltre sapere che convocherà la direzione del Pd per il 16 gennaio, per illustrare anche la sua riforma del lavoro: “In quella sede mostreremo anche come vogliamo procedere per il job act che è un documento molto più complesso di quanto illustrato oggi” ha spiegato.

Dal Nuovo Centrodestra, il leader Angelino Alfano ha accolto positivamente le proposte del segretario del Pd sulla legge elettorale:Siamo coerenti con quanto detto: noi siamo pronti al lavoro sulla legge elettorale sul modello dei sindaci” ha affermato. Più difficile, però, l’intesa sui diritti civili: già nei giorni scorsi, infatti, Alfano aveva affermato che “la Bossi-Fini non può essere liquidata con uno slogan”. Da Forza Italia, Berlusconi ha apprezzato il “metodo” con cui vuole procedere Renzi, e il fatto che ha “messo sul tavolo diverse proposte”, ma vorrebbe cambiare la legge elettorale per andare al voto con l’election day già a maggio, insieme alle elezioni europee.

Da Scelta Civica, hanno fatto sapere di essere disposti a discutere le proposte del sindaco di Firenze. Quanto al Movimento 5 Stelle, invece, i parlamentari “grillini” avevano subito chiuso al dialogo, scrivendo sul loro sito: Renzi, il leader telecomandato, continua ripetere a pappagallo le storielle che gli suggeriscono i suoi ignoranti mentalisti che nulla sanno nè del Pd nè (tantomeno) del Movimento 5 Stelle”. In serata, il neocapogruppo alla Camera Federico D’Inca ha mandato un sms ai suoi, dando l’ordine: “Non cedere alle provocazioni di Renzi sui media, le risposte verranno date dai capogruppo M5S nelle sedi opportune”.

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