Renzi: “Basta compiti dalla Ue, sappiamo cosa fare”

L'Europa aveva bacchettato l'Italia sui conti, e il premier, da Bruxelles, ha voluto precisare che "non abbiamo rassicurazioni da dare" in merito.

di Luca Fiorucci 7 marzo 2014 2:44
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La Commissione Europea ha bacchettato mercoledì l’Italia per i suoi conti pubblici, che ha giudicato fra i peggiori dell‘Europa, e criticato anche la manovra per il 2014, e ieri il premier  Matteo Renzi, al suo primo vertice a Bruxelles, un vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea per discutere della crisi ucraina, ha risposto a chi gli chiedeva dei conti italiani dicendo basta con il “costante ritornello italiano per cui si dipinge l’Europa come il luogo dove veniamo a prendere i compiti da fare a casa. L’Italia sa perfettamente cosa deve fare e lo farà da sola per il futuro dei nostri figli”.

Rispondendo a chi gli chiedeva se l’Italia avesse dovuto rassicurare l‘Unione Europea sui suoi conti, Renzi ha aggiunto: “Non abbiamo rassicurazioni da dare”, e ha precisato che per il nostro paese le priorità sono “lavoro e crescita”, temi sui quali, mercoledì, il governo illustrerà i suoi primi provvedimenti su riforma del mercato del lavoro, edilizia scolastica e sblocco dei debiti della pubblica amministrazione. Sulla questione era intervenuto in mattinata anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che, intervistato dal Gr1, ha detto che l’avvertimento di Bruxelles “mette in evidenza problemi striutturali che conosciamo da tempo, ci incita a far ripartire la crescita, quindi l’occupazione, e in questo modo a correggere gli squilibri”.

Non si starebbe pensando ad una nuova manovra per evitare una sanzione europea ad aprile, ma, ha aggiunto il ministro, “il governo ha una strategia ambiziosa di crescita, riforme e risanamento della finanza pubblica in un arco di tempo di medio termine, ci accingiamo a vararla e poi a implementarla“. Per Padoan, comunque, “sul deficit non dobbiamo tornare oltre il 3%“, mentre il debito va abbattuto “non perchè ce lo chiede l’Europa ma per noi”, ed è quindi necessario “rafforzare il programma di privatizzazioni“. Sull’argomento conti si è preonunciato anche il governatore della Bce Mario Draghi: “Senz’altro accogliamo con favore le raccomandazioni della Commissione”, ha detto, perchè, ha poi aggiunto, “sarebbe un disastro tornare indietro dopo così tanti sacrifici e così tanto dolore”.

L’ex ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, intanto, si era assai indispettito per i commenti “immotivati e incomprensibili apparsi sulla stampa e atttribuiti al premier sulla situazione dei conti lasciati dal governo Letta, e aveva criticato la commissione Ue che “sorprende” nella sua analisi. Stefano Taddei, responsabile economico del Pd, ha però precisato: “Renzi non l’ha mai detto”. Il premier italiano, prima dell’inizio del vertice dei 28 paesi europei sull‘Ucraina, ha inoltre partecipato ad un incontro ristretto, sempre sulla crisi ucraina, con il premier britannico David Cameron, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande e quello polacco Donald Tusk, di una ventina di minuti. In serata, stando a quanto riferito da fonti diplomatiche statunitensi, c’è stato un altro vertice sull’Ucraina a villa Taverna, a Roma, tra Renzi, il ministro degli Esteri Federica Mogherini e il segretrario di Stato americano John Kerry.

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