Stuprata dal branco, la foto finisce in rete: 17enne si suicida

Rehtaeh Parsons, 15 anni all'epoca della violenza, è diventata oggetto di scherno e derisione anche da parte di coloro che si reputavano suoi amici.

di Simona Vitale 10 aprile 2013 16:46

Triste è la storia di Rehtaeh Parsons, 17enne canadese la cui unica colpa è stata quella di essere stuprata ad una festa da un gruppo di ragazzi dopo che tutti avevano bevuto un po’ troppo. Cosa ancor peggiore è stato il fatto che una foto dello stupro di Rehtaeh è stata diffusa in rete dai bulli e, ben presto, la giovane è diventata oggetto di scherzo e derisione da parte dei suoi compagni di classe.

La vergogna era così grande per la giovane che non ha resistito e ha deciso di togliersi la vita. Dopo lo stupro, avvenuto nel 2011, la famiglia di Rehtaeh si è trasferita altrove per cercare di far sorridere nuovamente la 15enne. Ma la situazione, invece, è stata aggravata dal fatto che il crimine è rimasto anche impunito, poiché, secondo le indagini della Royal Canadian Mounted Police, non è stato possibile procedere contro i 4 ragazzi responsabili della violenza, all’epoca dei fatti minorenni.

Dopo la morte della ragazza, la madre ha aperto una pagina su Facebook nella quale attribuisce il gesto d’impulso fatto dalla figlia a “quattro ragazzi che erano convinti che violentare una quindicenne era una cosa giusta e che diffondere una foto dell’accaduto per rovinare la sua reputazione sarebbe stato divertente”.

Alla CBC la madre di Rehtaeh ha raccontato: “Non la lasciavano mai sola. I suoi amici le si sono rivoltati contro, la gente la insultava. Ragazzi che non conosceva hanno cominciato a scriverle messaggi su Facebook chiedendole di fare sesso con loro. Non finiva mai”.

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