Rehn: “Scettico sull’Italia”. Letta: “Non se lo può permettere”

Il Commissario Ue al'Economia si era detto "scettico" sui proventi delle privatizzazioni. Il premier ha ricordato che i conti italiani sono in ordine.

di Luca Fiorucci 4 dicembre 2013 2:38

E’ scontro tra l’Italia e l’Unione Europea sui conti italiani. Il commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn, in un’intervista a “Repubblica”, aveva affermato: “Ho preso nota delle buone intenzioni del governo italiano su privatizzazioni e spending review. Ma lo scetticismo è un valore profondamente europeo. E io ho il dovere di restare scettico, fino a prova del contrario. In particolare per quel che riguarda i proventi delle privatizzazioni e i loro effetti sul bilancio del 2014″. Il primo a rispondere sull’argomento è stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della visita del presidente della Repubblica Croata Josipovic: “A livello delle istituzioni europee si impone una correzione di rotta e un impegno nuovo per promuovere la crescita e l’occupazione“.

A Rehn ha poi replicato ben più duramente il premier Enrico Letta, per il quale egli, in quanto commissario europeo, deve “essere garante dei Trattati europei”, nei quali “la parola scetticismo non c’è: quindi non può permettersi di esprimere un concetto di scetticismo a proposito dell’Italia, ma “deve parlare di stabilità, equilibrio finanziario”, e può parlare di scetticismo solo “togliendosi la giacca da commissario, altrimenti si troverà in un Parlamento europeo carico di populismi e di euroscettici”. Letta ha voluto ricordare al commissario europeo che i conti italiani sono in ordine, spiegando: “Noi e la Germania siamo gli unici Paesi che da 3 anni di fila stiamo sotto il 3%”, e, pur definendosi “europeista convinto”, ha voluto poi avvertire: “Il 2014 sarà l’anno dell’Europa, l’anno in cui o fa un passo avanti o si avvita”.

Per il presidente del Consiglio, l’anno prossimo l’Italia deve finalmente applicare le riforme in cantiere, e “dovrà essere l’anno in cui guardare al futuro con fiducia dopo un anno di transizione faticosa”, dato che si intravedono segni di ripresa, che “non sono percepiti dalle persone in difficoltà”, ma consentono di ipotizzare una crescita dell’1% per l’anno prossimo. Letta ha sollecitato inoltre l’Unione Europea ad impegnarsi in materia di immigrazione: “Deve cambiare la politica europea nei confronti dei paesi terzi come Libia, Egitto, Eritrea e Somalia. Dobbiamo costruire meccanismi europei in cui andiamo lì a gestire il fenomeno. I rifugiati devono essere gestiti con spirito umanitario e questa è questione principale che poniamo all‘Ue” ha affermato.

Il premier ha poi rivolto un appello a Forza Italia affinchè, pur non facendo più parte della maggioranza, sostenga comunque le riforme, in particolare l’eliminazione del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari e la modifica del titolo V della Costituzione. In serata, Simon O’ Connor, portavoce di Olli Rehn, ha precisato che, con le sue dichiarazioni, il commissario “ha semplicemente ribadito le valutazioni presentate all’Eurogruppo e approvate dai ministri lo scorso 22 novembre”, mentre “quello del realistico scetticismo è un approccio che si applica a tutti i Paesi”, che deriva dalle “passate esperienze sulla tendenza degli Stati a sovrastimare gli introiti futuri derivanti dalle privatizzazioni”. Stupito dalle polemiche, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, da New York, ha chiarito: Non c’è nulla di nuovo in quello che ha detto Rehn. Dalla Ue non è arrivata nessuna richiesta di misure correttive”.

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