Razzo contro l’ambasciata tensioni in Medio oriente

I rapporti fra Iraq e Turchia prendono bruscamente una svolta assai negativi e se appena un anno fa' Ankara incoraggiava Baghdad a proseguire nella ricostruzione, adesso invece è gelo per il lancio di un razzo contro la sua ambasciata.

di Vincenzo Avagnale 19 gennaio 2012 8:37

Fra Turchia ed Iraq ci sono stati molti momenti di tensione fin dai primi anni dopo la seconda guerra mondiale, specialmente per via delle forti derive sciite del paese fra il Tigri e l’Eufrate, rispetto ad Ankara che ha una forte prevalenza sunnita. Adesso però per via di due razzi lanciati contro l’ambasciata turca a Baghdad i rapporti fra i due paesi tornano nuovamente gelidi dopo vari anni di collaborazione.

Il ministero degli Esteri turco ha quindi mandato al governo iracheno un richiamo formale, richiedendo che si rispettino i normali protocolli diplomatici che prevedono la protezione delle ambasciate dei paesi stranieri. Secondo fonti dell’ambasciata turca sarebbero stati sparati da un automezzo due razzi Katiuscia verso le ore 13,00 (ora locale). Uno è stato indirizzato ad un muro dell’ambasciata, l’altro verso la banca adiacente, fortunatamente nessuno dei due avrebbe provocato vittime.

Rumors di rivendicazioni di estremisti sciiti sarebbero rimbalzate dall’Iraq fino alla Turchia, ma al momento non è possibile stabilire con certezza l’autore dell’attentato. Un’indagine è stata aperta per accertarlo come richiesto dal ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu, che ha mandato i “necessari messaggi” al ministero per la Sicurezza iracheno.

La Turchia aveva da tempo intrapreso una politica di “0 problemi con i vicini“, ma a quanto pare adesso la situazione sta cambiando ed Ankara è stata ad un passo dal chiudere i rapporti diplomatici con l’Iraq al principio di questo episodio. Durissimi gli editoriali di molti giornali turchi, che hanno condannato la vicenda sostenendo che il paese vicino si appresta a combattere una guerra civile fra sunniti e sciiti, che però sta coinvolgendo, senza un buon motivo, la Turchia. Ankara non sembra aver intenzione di immischiarsi nei problemi di Baghdad, anche perché ha già il suo ben da fare con i ribelli curdi del Pkk.

Lontani anni luce dunque i progressi fatti ad inizio 2011 fra i due governi, che hanno addirittura tenuto sedute di gabinetto congiunte, mentre Ankara sosteneva l’esecutivo omologo di Baghdad per favorire una più stretta relazione ed un aumento dei commerci fra le due nazioni. Obiettivo che per ora resta confermato e che si sostanzierebbe in un raddoppio delle esportazioni turche in Iraq, come spiegato dal ministro dell’economia turco Zafer Caglayan.

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