Ragazzino fa pipì sull’auto, educatore lo costringe a leccarla

Il giudice della sezione distaccata di Jesi, del tribunale di Ancona, lo ha condannato a 3 mesi per violenza privata ai danni di un minore.

di Simona Vitale 15 novembre 2012 13:03

Legge del Contrappasso? Quasi. Un educatore di Jesi, in provincia di Ancona, è stato condannato a 3 mesi di reclusione e al pagamento di diecimila euro per violenza privata ai danni di un minorenne. I fatti incriminati risalgono al 2008 quando l’imputato prestava servizio come educatore in una comunità della Vallesina.

In quel periodo, un ragazzino di 14 anni, ospite della comunità per alcuni problemi comportamentali legati alla separazione dei genitori, aveva fatto pipì sulla fiancata dell’auto dell’uomo che era parcheggiata nel cortile della struttura. L’uomo, come punizione, avrebbe costretto il minore a pulire l’urina facendogliela leccare dalla propria auto.

Il giudice della sezione distaccata di Jesi del tribunale di Ancona, Paolo Giombetti, ha condannato l’educatore a tre mesi e al pagamento di 10mila euro. Il pubblico ministero aveva, invece, chiesto 8 mesi e il pagamento di 30mila euro, richiesta avanzata dall’avvocato di parte civile come risarcimento per la madre del ragazzo oggi maggiorenne.

Difeso dall’avvocato Riccardo Ragni di Fabriano, l’educatore si è dichiarato estraneo ai fatti. Da qua la decisione di ricorrere in appello in base alle numerose contraddizioni emerse dai testi di parte civile.

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