Pubblicità vegana shock: il bimbo fatto a pezzi e confezionato

Non mancano le polemiche per i cartelloni apparsi per le strade di Grosseto, Pordenone e Torino. Soddisfatta l'associazione "Campagne per gli animali".

di Simona Vitale 1 marzo 2013 14:31

Davvero scioccante la pubblicità proposta da Campagne per gli animali, associazione a favore del veganesimo, quella dieta, nonché quello stile di vita che esclude l’uso di prodotti di origine animale sia come cibo che per ogni altro consumo. Affissi per le strade di Grosseto, Pordenone e Torino non mancano le polemiche. Questo perché i cartelloni mostrano un neonato smembrato e messo in una confezione avvolto con del cellofan.

Immediate sono state le reazioni. La Confederazione Italiana Agricoltori di Cuneo ha espresso la sua opinione: “A giudicare da certe campagne pubblicitarie, la dieta vegana fa male anche al cervello”. Dal canto suo, invece, il sito dell’associazione vegana fa sapere di aver raggiunto il suo obiettivo:

Il nostro intento come ideatori della pubblicità “Chi mangi oggi?” era esattamente questo. Riteniamo interessante dal punto di vista antropologico evidenziare che la fotografia di un bambolotto rappresentante le fattezze di un bambino umano smembrato e impacchettato, suscita generalmente indignazione e disgusto, mentre le continue e quotidiane pubblicità raffiguranti i corpi degli animali non umani smembrati e impacchettati in varie modalità non provocano lo stesso disgusto, anzi al contrario paiono universalmente accettate.

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