L’Onu sceglie Prodi come inviato in Sahel

L'ex premier italiano dovrà fronteggiare la catastrofe umanitaria di un Paese colpito da siccità, carestia e guerra civile, e sul quale incombe Al Qaida.

di Stefania Calabrese 6 ottobre 2012 11:32

Sarà Romano Prodi l’inviato speciale dell’Onu nel Sahel, regione africana situata a sud del Sahara, tristemente nota per la siccità che la attanaglia, aggravata dalla guerra civile in Mali e dalle mire di gruppi paramilitari di estremisti islamici vicini ad Al Qaida, che puntano a farne uno dei propri quartieri generali.

 
La nomina dell’ex premier italiano è stata resa nota dallo stesso segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.
“Sono lieto di informarvi della mia intenzione di nominare Romano Prodi (Italia) come mio inviato speciale per il Sahel”, ha scritto Ban Ki-moon in una lettera al Consiglio di sicurezza, pubblicata dall’agenzia Reuters.

 
Nella missiva, inviata al presidente del Consiglio delle Nazioni Unite, il guatemalteco Gert Rosenthal, il segretario generale spiega le motivazioni della scelta:

Prodi ha una lunga e notevole carriera di governo e di diplomazia internazionale come creatore di consenso, avendo lavorato come primo ministro in Italia e presidente della Commissione europea per diversi anni”.

Rosenthal ha poi provveduto comunicare la decisione ai colleghi dell’organismo, precisando che, qualora non vengano presentate obiezioni entro martedì 9 ottobre, la nomina di Prodi verrà approvata.
Il Sahel è una delle regioni più povere del mondo ed è attualmente preda di una situazione altamente drammatica, estesa su più fronti: quello politico e militare, che vede il Mali dilaniato dalla guerra civile, e quello umanitario, causato da siccità e carestia.

 
La guerra civile ha raggiunto il suo apice a marzo, quando il presidente in carica è stato rovesciato da un golpe militare, lasciando campo libero ai ribelli tuareg, che si sono impossessati di due terzi del Paese, e agli estremisti islamici legati ad Al Qaida, che hanno conquistato il controllo dei territori del nord.
A complicare la situazione, siccità e carestia elevano il rischio di pestilenze. La crisi nutrizionale e sanitaria persistente ha allarmato l’Unicef, che ha previsto ”un picco dei ricoveri di bambini colpiti da malnutrizione grave acuta nei centri di terapeutici” della regione africana.

”La situazione nel Sahel – ha specificato il portavoce dell’Unicef Patrick McCormick – è stata aggravata dal recente scoppio di casi di colera in molte regioni dell’Africa occidentale, ponendo a rischio molte persone ed in particolare i bambini, già indeboliti dalla crisi nutrizionale”.

A fine settembre, il presidente del Mali, Dioncounda Traoré ha inviato una lettera al segretario generale Ban Ki-moon chiedendo una risoluzione del Consiglio di sicurezza per un intervento militare internazionale che liberi il nord del suo Paese dagli integralisti islamici legati ad Al Qaida e sarà appunto in questo quadro che dovrà operare il futuro inviato dell’Onu, per la cui nomina è stato scelto Romano Prodi.

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