Berlusconi, processo Mediaset in Cassazione il 30 luglio

La Suprema Corte ha fissato l'udienza davanti alla sezione feriale, per evitare di finire in autunno col rischio di una parziale prescrizione. Insorge il Pdl.

di Luca Fiorucci 10 luglio 2013 8:18

La Corte di Cassazione ha fissato per il prossimo 30 luglio, davanti alla sezione feriale penale, l‘udienza per il processo Mediaset, nel quale Silvio Berlusconi era stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano, lo scorso 8 maggio, a quattro anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale. La Cassazione ha quindi di fatto anticipato la sentenza alla sezione feriale, quella che lavora anche in estate, per evitare che il processo slittasse in autunno, quando parte del reato sarebbe potuta andare in prescrizione. Proprio ieri, era apparso sul “Corriere della Sera” un articolo che spiegava la questione, facendo presente il rischio della prescrizione.

Il professor Franco Coppi, entrato nel collegio difensivo di Berlusconi, ha commentato indignato: “Sono esterrefatto, non si è mai vista una cosa del genere, che determina un aggravio delle possibilità di difesa perchè contavamo di avere più tempo per svolgere i nostri approfondimenti e ora dovremo fare in venti giorni quello che contavamo di fare con maggior respiro“. Quanto alla possibilità che la Suprema Corte abbia deciso di fissare l’udienza in tempi più ristretti per evitare una prescrizione intermedia, ossia riguardante una parte del reato, Coppi ha spiegato: In Cassazione di casi di prescrizione intermedia se ne vedono abitualmente e spesso sono gli stessi giudici a rideterminare la pena”.

L’avvocato del Cavaliere Niccolò Ghedini ha spiegato invece: “La fissazione dell’udienza del processo diritti avanti la sezione feriale della Corte di Cassazione dopo un tempo eccezionalmente breve dalla conclusione del processo d’appello non ha precedenti, se non in casi rarissimi con imputati detenuti“, per cui, ha aggiunto, “il significato di tale decisione è fin troppo evidente. Ma è tutto il Pdl a insorgere contro la decisione della Cassazione. Per Daniela Santanchè, “Le parole di Coppi, per chi ancora avesse dei dubbi, sono la certezza che la giustizia non c’è per il presidente Berlusconi. Che cosa facciamo noi? Aspettiamo ancora l’unica manifestazione che forse riusciremo a fare, e cioè quella di accompagnarlo in carcere? Non ci sto. Basta divisioni. Serve passare all’azione”. Appello raccolto da Sandro Bondi, che ha affermato: “Siamo pronti a forme di resistenza, seppure non violente“.

E anche Daniele Capezzone ha detto di condividere “l’approccio di Bondi: serve una grande risposta non violenta, un’iniziativa di massa che coinvolga i cittadini“. Ironico il commento del vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano:Sono ben lieto di riscontrare lo straordinario miglioramento nelle performance della Cassazione, ora si attende un identico trattamento per tutti i cittadini”. Berlusconi ufficialmente non ha commentato, ma stavolta sembrerebbe pronto a tutto, anche ad accontentare i “falchi” del Pdl facendo cadere il governo. Il premier Letta, invece, prima della decisione della Cassazione, aveva spiegato in un’intervista alla BBC che “i guai giudiziari di Berlusconi non avranno conseguenze” sul governo. In serata, in un’intervista alla trasmissione “Ballarò”, ha confermato la sua opinione, dicendo: “Penso sia rispettata l’autonomia tra i poteri dello Stato. Quindi come premier non commento sentenze o procedimenti. Io sono qui perchè il potere esecutivo rispetti le sentenze”.

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