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Picchiata a sangue e aggredita da un cane, condannate 3 persone

Vittima di una brutale ed umiliante aggressione, una donna di 37 anni ora ha paura anche a metter piedi fuori di casa.

di Simona Vitale 21 giugno 2012 15:42
Tribunale

Tre persone che sottoposero una donna di 37 anni ad un’aggressione violenta, ripetuta ed umiliante sono finalmente dietro le sbarre e ci resteranno per un totale di 12 anni. La vittima subì un’aggressione che le causò dolore “insopportabile”, oltre a continua umiliazione per più di un’ora da parte di 3 soggetti, uno dei quali era considerato dalla donna come un amico. La 37enne è stata presa a calci e pugni al viso e alla testa per almeno 40 volte, un oggetto di vetro le era stato spaccato sul viso con due colpi.

Potrebbe bastare, ma non è così. La vittima è stata trascinata con i capelli e con le braccia per il pavimento, aveva un coltello da cucina puntato alla gola che le ha provocato un grosso taglio. Un cane poi l’ha aggredita ferendola gravemente ad un braccio. I 3 aguzzini le hanno tagliato i capelli, l’hanno spogliata dalla cintola in giù. Le hanno fatto pulire il proprio sangue, per poi colpirla con il tubo dell’aspirapolvere

Ad un certo punto la donna è svenuta dal dolore. Alla Teesside Crown Court, la donna ha raccontato di aver sentito uno dei suoi aggressori mettergli le dita alla gola dicendo: “Penso che sia morta”, poi avrebbe sentito un altro dire: “Facciamola finita e gettiamola nel burrone”.

I nomi dei 3 brutali aggressori sono: Paula Donaghy,  Mark Green, fidanzato della donna, e Edward Whitelock, che compirono l’aggressione la notte del 21-22 febbraio di quest’anno. Lei si trovava a casa della sua amica Donaghy, ubicata nella verdeggiante Warren Street, Gresham, Middlesbrough dopo una lite con il suo partner.

Il problema è che quella donna, tanto amica della 37enne (di cui non è stato rivelato il nome) non lo era affatto. Donaghy ha raccontato bugie sul conto della vittima, aizzando contro la 37enne i due ragazzi, di 18 e 20 anni, che hanno poi preso a colpirla. Il gruppo aveva consumato 12 litri di sidro.

La vittima, è riuscita a fuggire quando il trio è andato al piano di sopra. Ha perso un dente, ha gli occhi gonfi e neri, diverse fratture facciali e nasali e numerosi tagli e lividi. Ha poi detto in una dichiarazione: “Il dolore che ho provato durante l’attacco è stato peggio di qualsiasi cosa io abbia mai sperimentato. Ho paura di lasciare anche la mia casa adesso”.

Il caso è stato classificato come “male minore” a causa della mancanza di pregiudizio durevole o di pericolo di vita. Duncan McReddie, difendendo Donaghy, ha detto che la sua cliente è sgomenta per le lesioni e le sue azioni. “Lei non si riconosce nel comportamento”, ha detto, aggiungendo che ha avuto un’infanzia travagliata e senza radici ha affrontato la vita adulta, ha subito violenze, cercando pace solo nell’alcool e nelle droghe”. 

Ian West, legale di Green, ha detto che le lesioni erano relativamente superficiali, e che il suo cliente ha mostrato rimorso. Andrew Turton, parlando invece per Whitelock, ha detto che era senza fissa dimora, aveva particolari esigenze e problemi di autolesionismo, una vita travagliata, e suo padre morto di recente.

Il giudice, Recorder Michael Smith, ha dichiarato: “La vittima è stata sottoposta ad un feroce attacco continuo e umiliante”. Pertanto ha deciso di  rinchiudere in carcere Donaghy e Green per quattro anni e otto mesi ciascuno, Whitelock per quattro anni.

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