Pd, scontro sull’Italicum. Renzi: “Ora chiudere”

Miguel Gotor ha presentato un emendamento sottoscritto da 37 senatori, dicendo: "Senza modifiche l'Italicum non lo votiamo".

di Luca Fiorucci 20 gennaio 2015 10:10
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E’ scontro nel Pd tra il segretario e premier Matteo Renzi e la minoranza, dopo le dimissioni di un esponente importante come Sergio Cofferati e in vista del voto sull‘Italicum che si terrà da oggi al Senato. Il bersaniano Miguel Gotor aveva infatti presentato già lo scorso 13 gennaio una proposta di modifica della legge elettorale, sottoscritta da 37 senatori democratici, che prevede le preferenze per tutti i candidati nei collegi, e dei listini bloccati su base regionale in cui sarebbero eletti il 30% dei deputati. Lo stesso Gotor ha spiegato in conferenza stampa: “In questo modo i cittadini potrebbero eleggere il 70% dei parlamentari. Invece con i capilista bloccati le preferenze varrebbero solo per il partito che vince le elezioni, con gli altri che eleggerebbero solo i capilista bloccati. Senza modifiche l’Italicum non lo votiamo“.

All’assemblea dei senatori democratici, Renzi ha invece avvertito: “La seconda lettura della legge elettorale in Senato è quella definitiva. Noi possiamo discutere ancora della legge elettorale ma non accettiamo ricatti da parte di nessuno. O si vota o ci teniamo il Consultellum“. Il prenier ha quindi rimandato il voto in aula ad oggi pomeriggio, dicendo però: “Domani (oggi) si chiude“. Rivolgendosi a Gotor, Renzi ha affermato inoltre: “Le tue parole di oggi contro di me sono ingiuste e ingenerose. Non si può usare un gruppo minoritario come un partito nel partito“. Stringendo la mano al senatore a palazzo Madama, il presidente del Consiglio ha poi detto: “Saluto il mio nemico preferito“.

Gotor ha replicato più tardi: “Io preferirei essere il “preferito” di Renzi e non il nemico preferito di Renzi perché in politica esistono solo gli avversari, non i nemici”. Il senatore ha chiesto inoltre “un confronto“, altrimenti, ha aggiunto, “si aprirebbe un’altra partita”, facendo riferimento forse anche alla prossima elezione del presidente della Repubblica. Sei firmatari dell’emendamento presentato da Gotor, comunque, hanno già annunciato che in aula si asterranno, il che, in Senato, equivale ad un voto contrario. Intanto la Camera ha approvato il primo degli otto articoli del ddl costituzionali, riguardante le norme secondo le quali viene abbandonato il bicameralismo perfetto.

Renzi oggi incontrerà inoltre Berlusconi per parlare dell’elezione del capo dello Stato. Il leader di Forza Italia ha visto ieri, dopo quindici mesi, anche Angelino Alfano, per discutere proprio del prossimo inquilino del Quirinale, e i due hanno alla fine annunciato la loro contrarietà ad un candidato Pd. Ieri sera Pierluigi Bersani, intervenendo alla trasmissione “Otto e mezzo”, ha spiegato innanzitutto che non lascerà il Pd, dicendo: “Io sono uno di sinistra che intende stare lì, quella è casa mia”. Quanto al voto sull’Italicum, l’ex segretario ha affermato: “Votare contro la decisione del mio gruppo, dopo riunioni e assemblea, io non lo farei. Il Parlamento ti offre altre possibilità. Si può non votare…”

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