Il Pd: “Alle elezioni niente movimenti”. Grillo: “Disertiamo il voto”

Finocchiaro e Zanda hanno presentato un disegno di legge che escluderebbe dalle elezioni i movimenti senza "personalità giuridica" e "statuto", come il M5S.

di Luca Fiorucci 21 maggio 2013 2:08

Anna Finocchiaro e Luigi Zanda del Pd hanno presentato un disegno di legge per dare attuazione piena all’articolo 49 della Costituzione, che escluderebbe dalle elezioni i movimenti che non abbiano “personalità giuridica” e “statuto”, quindi, senza una sua riforma interna, anche il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Il testo elaborato dai due esponenti democratici sarebbe stato in realtà depositato il 22 marzo a Palazzo Madama ed assegnato il 9 maggio alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Esso fisserebbe “i contenuti minimi dello statuto, alcuni principi generali, ai quali dovranno attenersi tutti i partiti che intendono concorrere alla determinazione della vita politica, pena la perdita dei rimborsi per le spese elettorali o di ogni ulteriore forma di finanziamento pubblico”.

Nel testo, si legge inoltre: “L’acquisizione di personalità giuridica e la pubblicazione dello statuto nella Gazzetta Ufficiale costituiscono condizione per poter partecipare alle competizioni elettorali“. L’ex segretario democratico Pierluigi Bersani aveva già presentato, nel corso dell’ultima legislatura, una proposta simile in commissione Affari Costituzionali. I democratici puntano il dito soprattutto contro la scarsa democrazia interna e la mancanza di trasparenza dei movimenti, che deriverebbe proprio dalla mancanza di norme precise: la proposta di legge, spiegano, ha quindi l’obiettivo di “garantire la trasparenza della vita interna dei partiti e la partecipazione“.

Nel disegno di legge, sono previste norme severe sia per gli incarichi di partito, sia per quelli esterni al partito, è richiesto l’obbligo di trasparenza sui conti e viene assegnato un ruolo significativo alle primarie, per cui viene decurtato di un quarto il rimborso elettorale a chi non fa primarie per cariche di governo e per la scelta dei candidati alle assemblee rappresentative. Il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo ha replicato duramente scrivendo sul suo blog:

Il Movimento 5 Stelle non è un partito, non intende diventarlo e non può essere costretto a farlo. Se la legge anti Movimento di Finocchiaro e Zanda del pdmenoelle sarà approvata in Parlamento il M5S non si presenterà alle prossime elezioni. I partiti si prenderanno davanti al Paese la responsabilità di lasciare milioni di cittadini senza alcuna rappresentanza e le conseguenze sociali di quello che comporterà”.

Il deputato “grillino” Roberto Fico, invece, ha scritto su Facebook: “Anna Finocchiaro invece di discutere dell’ineleggibilità di Silvio Berlusconi magari stabilendo una linea dura e una battaglia senza precedenti nella giunta per le elezioni preferisce presentare un disegno di legge antimovimenti al fine di attaccare il Movimento Cinque Stelle. Complimenti vivi alla senatrice della Repubblica! Anche gli attivisti del Movimento sono infuriati, e sul blog di Grillo scrivono: “Se passa una cosa del genere viene la guerra civile“. Critiche nei confronti di questa proposta di legge sono venute però anche dallo stesso Pd, e in particolare dal sindaco di Firenze Matteo Renzi, che ha dichiarato a “Porta a Porta”: “Non sono d’accordo, è un modo per far vincere le elezioni a Grillo e ai grillini”.

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