Paura in Giappone, la terra torna a tremare vicino Fukushima

Non sembrano essere stati rilevate, almeno per il momento, anomalie nel funzionamento degli impianti.

di Simona Vitale 1 aprile 2012 20:32

Il Giappone torna a tremare e la paura aleggia nuovamente tra la popolazione, dopo la grande tragedia che ha colpito il Paese poco più di un anno fa. Un violento terremoto di magnitudo 5,9 è stato registrato alle ore 23:04 locali (le 16:04 italiane). La scossa è durata circa un minuto. Ciò che desta maggiormente sgomento e soprattutto fa tornare la paura è che il sisma è stato localizzato proprio nei pressi della centrale nucleare di Fukushima, teatro del disastro nucleare dello scorso anno. La notizia è stata resa nota dalla Japan Meteorological Agency, sebbene nessun allarme tsunami sia stato lanciato. Come reso noto dalla stessa JMA, la scossa ha avuto un’intensità di 5, sulla scala nipponica che è massimo di 7, nelle città di Naraha e Tomioka.  Tutte e due ospitano l’impianto di Fukushima Daini, distante poco più di 10 km dall’area investita dal violento tsunami dell’11marzo 2011 che provocò la morte di 15.800 persone nelle prefetture Iwate, Miyagi e Fukushima, mandando letteralmente in tilt la centrale nucleare Daiichi. Per il momento non sono stati rilevati danni agli impianti, giacché non sembra siano state rilevate anomalie nel loro normale funzionamento. I due centri, l’anno scorso, furono evacuati proprio a causa dell’emergenza atomica così come tutte le località che si trovavano nel raggio di 20 km dalla centrale, nella “no-entry zone”.

L’epicentro del terremoto è stato individuato nelle acque dell‘Oceano Pacifico, con ipocentro a 50 km di profondità, sufficiente affinché il terremoto fosse avvertito anche nella capitale Tokio, dove i palazzi hanno oscillato e la tv ha interrotto la normale programmazione per dare spazio alla diretta. La nuova scossa arriva proprio nel giorno in cui il governo nipponico ha convertito il divieto di residenza in “divieto di pernottamento”, autorizzando così gli evacuati di queste zone, dove i livelli di radiazione sono relativamente bassi, a rientrare liberamente senza paura del rischio di contaminazione, sebbene permanga il divieto di pernottamento.

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