Partono i saldi e 7 italiani su 10 non ci rinunciano, ma il budget si abbassa

Finalmente i saldi, guerra all'ultimo sconto per determinare se quest'anno potranno come al solito offrire ai commercianti una buona boccata di ossigeno oppure saranno un flop come sempre più analisti hanno preannunciato.

di Vincenzo Avagnale 5 gennaio 2012 17:56
saldi

Oggi finalmente incominciano i saldi nella maggior parte d’Italia. Ogni commerciante potrà comportarsi come più gli aggrada e secondo le statistiche diffuse ca Confcommercio ben 7 italiani su 10 non rinunceranno all’occasione di comprare merce a prezzi scontati, con una spesa media di almeno 200 euro a testa. Cappotti, abiti, scarpe e maglioni, meglio se di marca, ma senza pregiudizio verso tutto ciò che si dimostra essere di qualità ed italiano.

La gran parte dei negozianti starebbero partendo da sconti pari ad almeno il 50% su tutta la merce, arrivando in molte città, Napoli in particolare, a sconti fino all’80%. Nonostante questa cuccagna le abitudini di acquisto risentono comunque della crisi, portando i consumatori ad avere un budget minore rispetto agli scorsi anni. Il 25,9% dichiara che spenderà tra i 200 ed i 400 euro (mentre erano il 35,3% nel 2010).

Nonostante il calendario ufficiale ci sono però stati tantissimi esercenti che hanno preso a scontare la merce già agli inizi di dicembre, con un giro di affari su questi “saldi sotterranei” notevole, che però andrà a diminuire l’efficacia dei saldi veri e propri. “Le aspettative? Avere una buona affluenza nei primi giorni, poi si rischia di andare in depressione. La stagione natalizia, soprattutto per l’abbigliamento, non è andata bene, i cali di vendite sono stati tra il 10 e il 20% sul 2010, i saldi potrebbero quindi rappresentare una buona occasione, certo si partirà da percentuali di sconto più elevate” ha detto il presidente di Confesercenti.

Superlavoro dunque per gli ispettori, che alla vigilia hanno fatto straordinari per evitare che le norme vengano trasgredite. Anche il Codacons è allerta ed ha messo in allarme tutti i suoi rappresentanti per segnalare all’associazione per la difesa dei consumatori (e quindi alle autorità competenti) tutte le irregolarità. In molte città, come Milano ad esempio, sono state confermate delle deroghe agli effetti del decreto “Salva-Italia” con cui Monti darebbe il via libera all’apertura continuativa.

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