A Parma, lungo le strade del gusto

Qualche spunto da alcuni degli itinerari enogastronomici più interessanti nella provincia di Parma.

di Mario Vitelli 7 marzo 2017 15:01

Per scoprire nella loro essenza le delizie di una delle cucine italiane più rinomate al mondo, non c’è niente di meglio che andare “alla fonte”: fare visita ai produttori, per degustare le prelibatezze di un’insuperabile tradizione enogastronomica e, nel frattempo, contemplare i paesaggi della campagna emiliana, scoprendo piccoli e grandi tesori della storia e dell’arte.

La Strada del culatello di Zibello attraversa le terre della Bassa Parmense, patria del celeberrimo culatello e della spalla cotta di San Secondo – salumi unici, che possono essere considerati vero e proprio dono del clima locale e, in particolare, della nebbia tipica della pianura del Po, dove i lunghi inverni e le estati torride sembrano fornire le condizioni ideali per la lenta maturazione di queste delizie. Le località della Strada sono i paesi di Busseto, Polesine Parmense, Zibello, Soragna, Roccabianca, San Secondo, Sissa e Colorno. Per andare sul sicuro, scegliete tra i produttori che hanno aderito al Consorzio (qui trovate l’elenco completo, con relativi indirizzi e numeri di telefono, mentre i nomi dei produttori disponibili a offrire visite guidate è visibile a questo indirizzo).

La Strada del prosciutto e dei vini si snoda invece nella fascia collinare della provincia, culla di altre meraviglie per il palato, conosciute in tutto il mondo: il parmigiano reggiano, il salame di Felino, il Prosciutto di Parma, i vini dei Colli. Partiamo da Sua Maestà il prosciutto, il cui segreto, come tengono a sottolineare i produttori, “risiede unicamente nell’abilità dei maestri salatori, nell’aria profumata delle colline parmensi e nella lunga e paziente stagionatura”. Carne di maiale e sale, questi dunque gli unici ingredienti del prosciutto più famoso, che si produce in un territorio ben preciso, delimitato a est dal fiume Enza, a ovest dallo Stirone e a sud dagli Appennini. Per sapere quali sono i prosciuttifici che propongono visite ai curiosi, date un’occhiata qui.

Non hanno certo la fama internazionale di salumi e formaggio, ma anche i vini del parmense meritano di essere conosciuti, innanzitutto perché sono di perfetto accompagnamento ai piatti tipici del posto. Spicca, ovviamente, la nota Malvasia (un bianco frizzante ideale per accompagnare salumi e tortelli alle erbette), ma da provare sono anche il Sauvignon (altro bianco, ideale da abbinare al prosciutto di Parma) e il Rosso Colli di Parma (che invece si sposa alla perfezione con bolliti, arrosti e parmigiano).

Il tripudio di gusto offerto da questa “Strada” non è completo senza il Salame di Felino. L’originale, ovviamente, si trova solo a Felino, in Val Baganza, e costituisce la suprema realizzazione dell’antica tradizione del salame delle vallate parmensi. Sempre in Val Baganza, ma nel Comune di Calestano, degna di nota è la frazione di Fragna, che dà il nome al tartufo nero autoctono, il quale garantisce la vera apoteosi in combinazione con il parmigiano reggiano.

Forse i meno esperti di gastronomia non se l’aspettano, ma la provincia di Parma custodisce anche una Strada del fungo porcino, la cui “capitale” è Borgotaro. Qui, in Val Taro, le mete cominciano a risultare più distanti dalla città capoluogo – non l’ideale destinazione, insomma, se avete in mente di prenotare un hotel a Parma per un weekend, ma meta perfetta per un viaggio nella natura, alla scoperta di antichi borghi, o magari dedicato a una “missione” specifica (come partecipare alla Sagra del fungo di Borgotaro, che generalmente si tiene a settembre).

Se poi agli itinerari classici volete aggiungere un tocco più alternativo, all’insegna dell’agricoltura biologica e delle produzioni biodinamiche, non mancano le chicche. Da non perdere, ad esempio, sono i produttori di vino naturale – i “vignaioli naturali” – che ogni anno a Fornovo (a una trentina di chilometri da Parma) animano una manifestazione dedicata proprio a queste piccole produzioni in totale sintonia con la natura: “Vini di Vignaioli”. Chi manca l’appuntamento, può sempre passare a far visita a Camillo Donati, uno dei maestri del settore, la cui azienda si trova a Barbiano, una frazione di Felino, a mezz’ora di macchina dalla città.

Infine, non dimenticate che a Parma non si mangia soltanto! Gli itinerari menzionati vantano, infatti, innumerevoli luoghi d’interesse storico, architettonico e artistico: numerose sono le rocche – a Fontanellato, San Secondo, Soragna, tra gli altri – come anche i luoghi di pellegrinaggio per gli appassionati di musica (la casa natale di Giuseppe Verdi, ad esempio). Da non perdere è la Reggia di Colorno, il cui giardino storico è davvero impressionante, tanto da esserle valso il soprannome di “Versailles dei duchi di Parma”. Certo, questo non significa che a Parma città manchino i parchi di rara bellezza, come ci ricorda Expedia in questo articolo.

0 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti