Papa Francesco, le sette eresie di cui è accusato

Sotto accusa l’apertura nei confronti dei divorziati e tolleranza morale dei cristiani.

di fabiana 25 settembre 2017 20:00
via crucis papa francesco

L’accusa, arrivata da 62 sacerdoti e studiosi cattolici è chiara: nel documento  Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie, Papa Francesco viene accusato di ben sette eresie. 

In 25 pagine gli accusatori di Papa Francesco definiscono il pontefice eretico a causa di alcuni passaggi di Amoris laetitia, l’esortazione apostolica sulla famiglia messa sotto accusa in pratica solo perché apre la Chiesa ai divorziati ammettendo che chi si è risposato possa ricevere di nuovo i sacramenti. Intanto il Vaticano ha negato di aver bloccato l’accesso alla pagina web da cui si aderisce alla iniziativa che accusa il Papa di sette eresie: o quanto meno, la pagina non era raggiungibile all’interno dello Stato del Vaticano, ma perfettamente funzionante al di fuori dei suoi confini. Ma quali sarebbero le presunte sette eresie di cui è accusato il Papa relativamente al matrimonio e alla condotta morale? Queste le sette eresie, via Adnkronos, di cui sarebbe accusato Papa Francesco: a scandalizzare è soprattutto la posizione di apertura nei confronti dei cristiani che hanno ottenuto il divorzio civile, ma anche una certa apertura nei confronti della libertà morale dei cristiani.

1) “Una persona giustificata non ha la forza con la grazia di Dio di adempiere i comandamenti oggettivi della legge divina, come se alcuni dei comandamenti fossero impossibili da osservare per colui che è giustificato; o come se la grazia di Dio, producendo la giustificazione in un individuo, non producesse invariabilmente e di sua natura la conversione da ogni peccato grave, o che non fosse sufficiente alla conversione da ogni peccato grave”.

2) “I cristiani che hanno ottenuto il divorzio civile dal coniuge con il quale erano validamente sposati e hanno contratto un matrimonio civile con un’altra persona (mentre il coniuge era in vita); i quali vivono more uxorio con il loro partner civile e hanno scelto di rimanere in questo stato con piena consapevolezza della natura della loro azione e con il pieno consenso della volontà di rimanere in questo stato, non sono necessariamente nello stato di peccato mortale, possono ricevere la grazia santificante e crescere nella carità”.

3) “Un cristiano può avere la piena conoscenza di una legge divina e volontariamente può scegliere di violarla in una materia grave, ma non essere in stato di peccato mortale come risultato di quell’azione”.

4) “Una persona, mentre obbedisce alla legge divina, può peccare contro Dio in virtù di quella stessa obbedienza”.

5) “La coscienza può giudicare veramente e correttamente che talvolta gli atti sessuali tra persone che hanno contratto tra loro matrimonio civile, quantunque uno dei due o entrambi siano sacramentalmente sposati con un’altra persona, sono moralmente buoni, richiesti o comandati da Dio”.

6) “I principi morali e le verità morali contenute nella Divina Rivelazione e nella legge naturale non includono proibizioni negative che vietano assolutamente particolari generi di azioni che per il loro oggetto sono sempre gravemente illecite”.

7) “Nostro Signore Gesù Cristo vuole che la Chiesa abbandoni la sua perenne disciplina di rifiutare l’Eucaristia ai divorziati risposati e di rifiutare l’assoluzione ai divorziati risposati che non manifestano la contrizione per il loro stato di vita e un fermo proposito di emendarsi”.

“Tutte queste proposizioni – concludono i firmatari – contraddicono verità divinamente rivelate che i cattolici devono credere con assenso di fede divina. Esse sono state già identificate come eresie nella petizione riguardante Amoris laetitia che fu inviata da 45 studiosi cattolici ai Cardinali e ai Patriarchi delle Chiese Orientali. È necessario per il bene delle anime che esse siano ancora una volta condannate dall’autorità della Chiesa”. Mediante “parole, atti e omissioni” Papa Francesco avrebbe dunque “causato grande e imminente pericolo per le anime”.

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