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Pakistan, bimba down di 11 anni incarcerata: accusata di blasfemia

Rimsha Masih avrebbe bruciato 10 pagine del Noorani Qaida, usato per imparare le basi del Corano. Ha sfiorato il linciaggio per mano di estremisti islamici.

di Simona Vitale 19 agosto 2012 18:06
Corano

Con l’accusa di blasfemia, una bambina cristiana pakistana di soli 11 anni, affetta dalla sindrome di Down, è stata arrestata venerdì scorso nei pressi del villaggio di Mehrabadi, alle porte della capitale Islamabad. La sua “colpa” sarebbe quella di aver bruciato alcune pagine del Noorani Qaida, manuale per imparare a leggere il Corano. Il tutto dopo aver sfiorato il linciaggio per mano di un gruppo di inferociti estremisti islamici. Si tratta della prima volta in cui, in Pakistan, la legge nera colpisce un minore.

Rimsha Masih, questo il nome della piccola, è ora detenuta presso il carcere minorile di Rawalpindi in base ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere di 14 giorni disposto dalla magistratura locale. La piccola è indagata per blasfemia, in quanto con il suo gesto si è resa colpevole di aver “dissacrato il Corano” ed è perseguita in base all’articolo 295-B del Codice penale, che prevede pene che possono arrivare fino all’ergastolo.

Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, come riferisce Asianews, Rimsha, figlia di Misrak Masih, avrebbe bruciato dieci pagine del  Noorani Qaida, usato per imparare le basi dell’arabo e del Corano. La ragazzina, che ricordiamo ha la sindrome di Down, lo avrebbe poi scagliato nella pattumiera, avvolgendolo prima in un sacchetto di plastica. Il fatto incriminato è avvenuto il 17 agosto scorso nell’area di Umara Jaffar, settore G-12 di Islamabad, dal quale proviene la famiglia della piccola ora in carcere.

Dopo essere riusciti a fare arrestare la ragazzina e quasi a linciarla insieme alla madre, gli estremisti islamici minacciano anche di bruciare il sobborgo dove la famiglia dell’11enne risiede e, proprio per questo, circa 300 persone cristiane hanno lasciato, almeno per ora, le loro abitazioni. Gli attivisti per i diritti umani hanno ora chiesto con urgenza al governo pakistano di riformare o ritirare del tutto la legge sulla blasfemia, che viene usata spesso arbitrariamente utilizzata per perseguitare delle minoranze cristiane.

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