Come non pagare l’imposta di bollo sul conto deposito

Uno dei motivi per cui si sceglie di aprire un conto deposito è quello di usufruire di una interessante soluzione utile per poter accantonare i propri risparmi...

di Mario Vitelli 27 aprile 2018 9:46

0, e farli fruttare a un tasso di interesse che sarà maggiore rispetto a quello che viene invece messo a disposizione dai comuni conti correnti, compatibilmente con l’imposta di bollo per il conto deposito. In altri termini, il conto deposito può tramutarsi in uno strumento fondamentale per poter investire la liquidità disponibile, garantendosi un rendimento certo e costante nel tempo, che sarà ben più competitivo rispetto a quello che è maturabile sul conto ordinario.

Le caratteristiche tecniche del conto deposito

Chiarito quanto sopra, occorre tuttavia cercare di analizzare in misura più attenta costi e benefici di questo rapporto, ricordando ad esempio che l’apertura di un conto deposito comporta il pagamento annuale di un’imposta di bollo che è proporzionale all’ammontare del deposito stesso.

Rammentiamo infatti che attualmente sui conti deposito vige un’imposta di bollo che è proporzionale alla somma depositata nella misura dello 0,20%, calcolato sulle giacenze presenti sul rapporto. Questo significa che l’imposta di bollo dovuta per i conti di deposito è pari al 2 per mille della somma depositata, andando così a “nuocere” sul rendimento effettivo di questo importante strumento. A ciò si aggiunga che il legislatore ha previsto una importante distinzione fra le persone fisiche e le persone giuridiche, con un tetto massimo di 14.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, e l’abolizione di alcun limite massimo per le persone fisiche.

A rendere ancora più “complicata” l’analisi c’è anche la frequente distinzione tra l’imposta di bollo a carico dei conti con giacenze libere, e l’imposta di bollo a carico dei conti con giacenza vincolata. Gli istituti di credito hanno infatti la frequente abitudine di calcolare l’aliquota dello 0,20% sulla base delle sole giacenza libere, poiché sulle somme vincolate l’imposta di bollo è generalmente posta a carico della banca. Anche se non è sempre così, si tratta evidentemente di un modo per poter invitare i clienti a optare per il deposito in un conto vincolato, in grado di generare maggiore beneficio sia sul fronte della pianificazione della raccolta della banca, sia sul fronte del maggiore rendimento per il cliente.

Confrontare diversi conti deposito

Alla luce di quanto sopra abbiamo riassunto, il nostro consiglio non può che essere quello di osservare con attenzione le condizioni economiche dei fogli informativi di trasparenza dei conti deposito, andando a leggere quali sono le caratteristiche di trattamento nei confronti dell’imposta di bollo. Fate anche attenzione alle offerte a tempo: molti istituti di credito per poter attrarre nuova clientela si offrono di pagare per conto vostro l’imposta di bollo, ma solamente per un breve frangente temporale. Ne deriva che dopo un anno, ad esempio, l’imposta di bollo sarà posta interamente a vostro carico.

Detto ciò, rammentiamo la buona abitudine di fare sempre un buon confronto dei conti deposito e delle relative condizioni prima della loro apertura, evitando di cadere nella facile tentazione di aprire il primo rapporto utile, sulla sola base del tasso proposto.

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